I libici chiedono la liberazione di 4 scafisti condannati e Di Maio dorme. Ci confermiamo la barzelletta d’Europa

Pescatori italiani sequestrati da giorni in Libia, ennesima vergogna

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Sono stati sequestrati la sera del primo settembre i 18 pescatori partiti da Mazara del Vallo con due pescherecci, i militari del generale Haftar chiedono sostanzialmente uno scambio: vogliono infatti la liberazione di 4 scafisti condannati in Sicilia per liberare i nostri connazionali, fermati e sequestrati per aver sconfinato in acque libiche.

La vicenda ricorda molto quella dei due Maró sequestrati in India, speriamo per le famiglie dei pescatori che non abbia gli stessi risvolti. Nel frattempo Di Maio, che, sebbene sembri un rimediato è invece Ministro degli Esteri, se la dorme e non muove un dito di fronte a questo ricatto bello e buono da parte dei libici. Il silenzio di Di Maio ha fatto sbottare anche i famigliari dei sequestrati: “Se entro qualche giorno non si troverà una soluzione ci recheremo a Roma con le famiglie dei pescatori per far sentire ancor di più la nostra voce al Governo Italiano”.

Sperando che i pescatori vengano rilasciati al più presto, non possiamo tuttavia esimerci dal dire che ormai il nostro Paese è diventato la barzelletta non solo del Mediterraneo ma dell’Europa intera. Cedere al ricatto della Libia dimostrerebbe per l’ennesima volta la debolezza della Farnesina, capace di metterci quasi tre anni per liberare i maró Latorre e Girone e di pagare ben 4 milioni ai terroristi di Al-Shabab per liberare Silvia Romano.

Per i libici quelli condannati in Italia per traffico di essere umani non erano scafisti ma 4 calciatori, per questo ne chiedono a gran voce la liberazione. Francamente, assistere a quest’ennesima presa per i fondelli è deprimente, soprattutto perchè ci prende in giro la Nazione dalla quale giungono centinaia e centinaia di immigrati ogni anno, accolti dal nostro Governo anche quando non ce ne sono le possibilità. Quando si dice cornuti e mazziati.

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