Pfizer a go-go in Toscana, oggi nuovo errore: somministrate 4 dosi a una 60enne

Qualche giorno fa il caso della studentessa di Massa oggi la notizia di un'altra super inoculazione

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vaccino

Ma il personale che deve procedere alla somministrazione dei vaccini non doveva essere formato per la bisogna?

La domanda sorge spontanea alla luce di quanto accade in Toscana.

Dopo la studentessa 23enne di Massa a cui il 9 maggio sono state inoculate quattro dosi di Pfizer, inizialmente si parlava addirittura di sei, l’errore si ripete.

Ieri, sempre in Toscana e sempre con Pfizer, sono state somministrate nuovamente quattro dosi invece di una.

In questo caso ‘vittima’ della super inoculazione una donna di 60 anni.

Il nuovo episodio nell’hub di Livorno dove chi doveva procedere alla preparazione del siero, e quindi alla somministrazione, non l’avrebbe diluito con la soluzione fisiologica e ha iniettato 0,30 ml di vaccino, pari appunto a 4 dosi.

La signora, stando a quanto dichiarato dalla locale Asl, sta bene ed è sotto osservazione al pronto soccorso dove ha trascorso la notte in attesa degli esiti di alcuni accertamenti.

L’azienda sanitaria avvierà un’indagine interna ma al contempo ha cercato di spiegare l’accaduto derubricandolo a un problema di conteggio e di

predisposizione delle siringhe al momento

della preparazione della seduta vaccinale che avviene durante un’attività di routine ad alti volumi e sotto pressione per la necessità di un rigoroso

rispetto dei tempi.

Fortunatamente sia per la 23enne che per la signora di Livorno non sembra si siano verificate reazioni particolari legate al sovradosaggio.

Tempi stretti, ritmi sostenuti, numeri in crescita degli appuntamenti per sottoporsi a vaccinazione… Tutto vero, però una maggiore attenzione, e forse una più efficiente formazione del personale preposto, sarebbero gradite.

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