Ma c'è anche l'ipotesi di un nuovo vaccino per sconfiggere il virus Sars-CoV-2

Pfizer cala l’asso nella manica: ecco la pasticca per sconfiggere il Covid

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“Stiamo sviluppando una terapia orale antivirale perché crediamo che le opzioni di trattamento saranno fondamentali. Pensiamo che un farmaco orale sia un tassello fondamentale per venire a capo della pandemia. In caso di successo, il nostro inibitore della proteasi (un tipo di farmaco che inibisce alcuni enzimi coinvolti nella produzione delle proteine, ndr) ha il potenziale per fornire ai pazienti infetti da Covid-19 una nuova terapia orale”. A dirlo è il direttore finanziario di Pfizer, Frank D’Amelio, che, insieme Angela Hwang, presidente del gruppo sui biofarmaci, nei giorni scorsi hanno preso parte alla “Conferenza sanitaria globale”.
La nuova frontiera della lotta al Covid è dunque una pillola, sviluppata grazie ad un farmaco giù usato nella cura dell’Hiv: sarà da prendere subito dopo la manifestazione dei primi sintomi, ma potrà essere utilizzata anche come prevenzione, nel caso in cui si entri in stretto contatto con chi è stato contagiato. La nuova arma per sconfiggere la pandemia sarà prodotta da Pfizer, il colosso farmaceutico statunitense da cui dipendono ormai le sorti degli Stati Uniti e dell’Europa.

D’Amelio la definisce una terapia dalla funzione “profilattica”. “Studieremo cicli di prevenzione post-esposizione sia di 5 che di 10 giorni – spiega ancora il direttore finanziario di Pfizer – Abbiamo iniziato un programma di sviluppo di Fase 2 di 3”. Lo studio coinvolge tremila partecipanti. “Il primo settembre abbiamo annunciato che al primo partecipante era stato somministrato il farmaco per valutare la sicurezza e l’efficacia dell’inibitore della proteasi orale negli adulti non ospedalizzati a basso rischio di malattia grave – continua D’Amelio – In caso di successo, crediamo che possa essere autorizzato in via emergenziale nel quarto trimestre di quest’anno”. Questo inibitore della proteasi si chiama Ritonavir. Come detto, è già stato utilizzato nel trattamento dell’Hiv. Per capire se potrà davvero essere efficace nel contrastare il Covid, come spera Pfizer, bisognerà attendere il 26 novembre, con la presentazione dei primi risultati alla Fda, l’agenzia del farmaco Usa. Poi, i dati definitivi, saranno consegnati l’8 aprile.

La strategia anti-coronavirus non si esaurisce qui. Innanzitutto, ci sono le terze dosi, che l’azienda americana ritiene ormai inevitabili per tutta la popolazione. Ne è convinta Angela Hwang, che spiega: “Pensiamo che dovremo fare il terzo booster stagionalmente, una specie di richiamo annuale”. È la conferma di ciò che ormai abbiamo capito tutti: il vaccino anti-Covid diverrà come quello per l’influenza. A cambiare le carte in tavola, però, potrebbero essere le varianti. La responsabile del gruppo sui biofarmaci di Pfizer, infatti, ipotizza un “nuovo vaccino”. Sarò possibile farlo in breve tempo, assicura la Hwang, in 110 giorni.

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