La dirigente scolastica del P.Savi Paola Bugiotti: "Difficoltà di reperire spazi idonei, mancanza di docenti, disagi degli alunni con disabilità. Serve agire presto"

Piano Scuola, ancora molti dubbi e perplessità. “Le famiglie hanno bisogno di risposte certe”

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paolo savi paola bugiotti
A sinistra il Paolo Savi, a destra la dirigente scolastica Paola Bugiotti

“Dopo la pubblicazione del Piano scuola per il rientro a settembre restano molti dubbi e perplessità”. A parlare è la dirigente scolastica dell’ITE P.Savi di Viterbo, la prof.ssa Paola Bugiotti, a seguito della diffusione delle linee-guida per il ritorno in aula dopo l’estate da parte del ministro dell’Istruzione Azzolina.

Tra le indicazioni esposte dal ministro, alcune lasciano dei punti interrogativi. “Innanzitutto riguardo al reperimento di spazi idonei, anche esterni alla scuola, per garantire a tutti il regolare svolgimento in presenza delle lezioni – commenta la Bugiotti – La ricerca di questi spazi richiede tempo, anche per verificarne le condizioni strutturali e per effettuare gli eventuali adeguamenti”.

Anche perché si tratterebbe di una vera “corsa contro il tempo”. “Considerando che siamo già a luglio, fondamentale risulta la tempestiva collaborazione da parte degli enti locali, ma occorrerebbero anche strumenti amministrativi snelli per accelerare le procedure”, continua la dirigente del Savi.

“Giusta l’idea che le scuole utilizzino la propria autonomia didattica e organizzativa per attuare soluzioni flessibili, in modo da garantire il diritto allo studio e tutelare la salute di tutti, ma questo è possibile solo avendo a disposizione un contingente di personale adeguato – aggiunge la Bugiotti – Per sdoppiare le classi, lavorare per gruppi, realizzare una didattica per laboratori, con orari flessibili, c’è bisogno di un aumento di organico importante, che finora non si è visto, anzi, al contrario, sono stati operati tagli e accorpamenti di classi“.

Organico che si rende sempre più necessario anche nella prospettiva della tutela degli alunni con disabilità, che – come spiega la prof.ssa Bugiotti – “più di tutti hanno sofferto in questo periodo di emergenza. Questi devono avere ciascuno il proprio docente specializzato, ma anche qui i tempi sembrano lunghi”.

“In sostanza – conclude – bisogna agire al più presto affinché la didattica a distanza rimanga una opzione possibile solo in caso di emergenza. Le famiglie hanno bisogno di risposte certe, in tempi brevi, che consentano loro una corretta pianificazione della vita famigliare e lavorativa”.

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