Piero Camilli, atto d’amore e tanta amarezza: Viterbese iscritta alla C, ma lui la vende, anzi la “regala”

Lo hanno ancora lasciato solo, ma oggi ha dimostrato di essere vivo e tosto più che mai e di combattere per i destini della Viterbese

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Lo hanno ancora lasciato solo, ma oggi ha dimostrato di essere vivo e tosto più che mai e di combattere per i destini della Viterbese.

Si prefigurava – e non a vuoto  – la catastrofe, qualcuno già ci vedeva relegati nella serie D, alcuni pensavano che mai e poi mai Piero Camilli avrebbe iscritto di nuovo la Viterbese. Invece no. Invece quest’ uomo dal cuore grande – come il suo sorriso quando ha sollevato al cielo la Coppa Italia – ancora una volta ha dimostrato il suo amore per il calcio, per la Viterbese e per Viterbo. Stamattina,  durante la conferenza stampa, si è anche levato qualche sassolino dalla scarpa come il famigerato episodio del presidente dell’Arezzo che si è permesso di entrare in campo senza alcuna autorizzazione e senza nessun cartellino di identificazione. “E se avesse avuto una pistola?” si domanda mentre parla con un giornalista. Tra le righe del suo discorso si percepisce l’amarezza per il comportamento di qualche viterbese che conta – e immaginiamo chi – che poteva fare qualcosa ma non lo ha fatto. “Io non sono viterbese, e qui quelli di fuori non sempre vengono visti bene.” E poi, “…. nelle altre città i politici proteggono la loro squadra e l’aiutano”. Come dire: qui non succede. Poi il Comandante ha anche affrontato i numeri degli incassi, che non superano mai dai 5.000 ai 7.000 euro, e sottolineato di contro le spese enormi che devono essere affrontate a livello di carte, come la Serie A o giù di lì.  “Ho chiesto di parlare con il sottosegretario Giorgetti, e mi hanno detto che non potevo andarci a parlare per queste cose”. Insomma la delusione è grande. Allora la decisione (dettata dal cuore) di iscrivere la Viterbese alla serie C, e poi la dichiarazione (dettata dalla rabbia e dal rammarico) che lui non ne vuole sapere più niente. “La iscrivo solo per non mandarla in serie D, ma per me finisce qui.”

Fin qui i fatti. Intanto dobbiamo ringraziare Piero Camilli per questo suo “ultimo” atto a favore della Viterbese, poi continuiamo a sperare. Non voglio apparire ottimista a tutti i costi, ma questo gesto di iscrizione manifesta tutto il suo animo sportivo e tutto il suo amore per la sua creatura, la Viterbese, e per i volori gialloblù. In questo momento noi che ci crediamo, ci sentiamo ancora “legati ad un granello di sabbia” come la canzone di Nico Fidenco.

Speriamo che l’aria più leggera e il sole dell’estate portino buoni consigli a quelle persone che stamattina non erano alla conferenza stampa: non sono stati nominati con nome e cognome, ma loro sanno benissimo che possono ancora fare qualcosa per aiutare Camilli e farlo sentire meno solo. Se qualcuno non avesse ancora capito, lo diciamo “apertis verbis”: cari politici viterbesi, Camilli ha bisogno anche e soprattutto di voi. Viterbo, la vostra Viterbo – che vi ha consentito di raccogliere tanti consensi e di ricoprire i ruoli che avete – vi chiede di aiutare Camilli e la Viterbese!

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