Piscina comunale: l’amministrazione punta a ripartire al più presto

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Piscina comunale Viterbo

Continuano gli sviluppi sulla questione della piscina comunale chiusa per via della gestione fallimentare ad opera della Maco-Larus.

Ieri il sindaco Giovanni Arena ha incontrato i legali della società, i quali – a detta del sindaco – hanno riconosciuto i problemi dovuti all’inefficienza amministrativa rendendosi subito disponibili a riconsegnare le chiavi della piscina.

Nel frattempo il sindaco cerca una soluzione-tampone per traghettare l’impianto verso una nuova gestione che, tra pratiche amministrative e quant’altro, non arriverà comunque prima di settembre.

Sul tavolo due soluzioni. La prima, da subito annunciata dal sindaco, sarebbe quella di affidare la piscina alla Federazione Italiana Nuoto. Ieri c’è stata una telefonata tra il sindaco e i rappresentati dell’organizzazione, i quali sarebbero pronti a farsi carico della gestione fino all’arrivo di una soluzione definitiva e permanente.

L’altra soluzione, qualora la trattativa con la FIN non andasse in porto, sarebbe un manifestazione di interesse a sei società per la presa in carico della piscina fino alla nuova gestione.

Ma il nodo più stretto da scegliere è il riallaccio dell’acqua. Senza di quello, per ovvi motivi la piscina non potrebbe continuare ad andare avanti, né con la FIN e né con altri. Tra le motivazione che hanno portato alla drastica chiusura, non a caso ci sono proprio le utenze non pagate a carico della Maco-Larus.

Un debito con Talete che ammonterebbe a circa 13 mila euro. Per questo il sindaco pensa di riallacciare l’utenza idrica a nome del comune per scongiurare una chiusura prolungata della piscina.

Chiudere i battenti per un periodo troppo lungo potrebbe significare una nuova emorragia di iscrizioni – fonte preziosa di guadagno – e importanti disagi per gli esercenti commerciali.

Sulla questione interviene il gruppo di opposizione Viterbo 2020 definendo come  “intollerabile che questa amministrazione lasci in mezzo a una strada, in tempi di crisi, commercianti e lavoratori unicamente per una mala gestione che si è reiterata per anni a causa di un’inspiegabile disponibilità e leggerezza di giudizio da parte di chi governa la città.”

Anche il problema dei lavoratori della piscina non è cosa da poco: 40 persone, perlopiù istruttori, stanno aspettando lo stipendio ormai da diversi mesi.

Per questo Viterbo 2020 chiede che “siano garantiti, in fase di trattativa per la restituzione dell’immobile, l’effettivo pagamento degli stipendi arretrati.”

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