“Più che delle scuole ci si preoccupi del trasporto pubblico”: parola di Oms

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Le scuole in Italia sono in sicurezza, ma inevitabilmente portano a un aumento dei casi perché è una comunità ampia e variegata che si apre e contribuisce in maniera non ragguardevole alla diffusione del virus, ma in modo crescente.

Ma io più che sulle scuole andrei a guardare l’intasamento del trasporto pubblico….”

Dichiarazioni puntuali e ficcanti, che non provengono certo dall’ultimo arrivato ma, addirittura, da Ranieri Guerra, vice direttore generale delle iniziative strategiche dell’OMS.

Un’ evidenza lampante che però continua a sfuggire, evidentemente, al presidente Zingaretti e al suo assessore alla Mobilità, Alessandri.

Se così non fosse, non si verificherebbero situazioni come quella di lunedì scorso al capolinea della Roma Nord, Piazzale Flaminio, intasato fino all’inverosimile di pendolari e viaggiatori in attesa sulla banchina.

Una situazione altamente pericolosa, con decine di corse saltate e assembramenti ad alto rischio.

«Secondo le informazioni raccolte, macchinisti e capitreno della ferrovia ex-concessa Roma-Viterbo stanno rifiutando le prestazioni di lavoro a straordinario – scrive l’associazione TrasportiAmo –

Ecco svelato il mistero delle soppressioni di corse registrate nelle ultime ore nella tratta urbana ed extraurbana, un dato destinato ad aumentare nei prossimi giorni, vista la malparata annunciata dalle RSU, creando un grave disservizio ai pendolari»…..

Considerato il momento particolare e delicato che stiamo vivendo, segnato dalla pandemia, dove è necessario efficientare il servizio per garantire il distanziamento fisico, non riusciamo davvero a comprende la tempestività di Atac.

Il nuovo orario stava funzionando, pur tra innumerevoli difficoltà, grazie unicamente al personale, tutto, resosi sempre disponibile per assicurare la mobilità all’utenza.

E allora, perché adesso? E perché focalizzarsi solo sulla Viterbo, quando tale meccanismo viene applicato sulle restanti linee metroferroviarie?».

…Auspichiamo pertanto che tutto rientri, in caso contrario saremmo i primi a promuovere un’azione legale in tutela sia dei dipendenti che dei pendolari. La Roma-Viterbo non può fermarsi per un capriccio».

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