Polacchi, l’editore di Salvini: “Voto Casa Pound perchè mio padre, di Acquapendente, era comunista”

Il contestato editore, coordinatore regionale lombardo di Casapound, ha origini viterbesi.

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“Sono di destra perchè mio padre era comunista”.

La rivelazione che non ti aspetti è di Francesco Polacchi, patron della casa editrice Altaforte, nelle ultime settimane finita nell’occhio del ciclone al Salone del Libro di Torino.

L’ultimo libro pubblicato “Io sono Matteo Salvini” gli è valso l’espulsione dalla manifestazione letteraria, dopo che alcuni editori ed intellettuali di sinistra hanno minacciato di boicottare l’evento se fosse stata presente la casa editrice definita “fascio-leghista”.

Polacchi non ha preso bene la censura e minaccia queerele, nel frattempo però il suo libro-intervista, con seimila copie vendute, sta incassando cifre record e lui è richiesto da trasmissioni, dibattiti, giornali.

Proprio in una delle ultime interviste, rilasciata all’Huffington Post, l’editore, che riveste la carica di coordinatore regionale lombardo di Casapound, rivela: “La mia prima maglietta politica: una t-shirt rossa con la famosa effigie di Che Guevara, indossata durante una manifestazione di sinistra a favore delle droghe leggere. La conservo ancora.

Mio padre è del 1955, è stato segretario della Fgci ad Acquapendente, mentre uno zio di secondo grado era firma nota dell’Unità.

Avevo velleità anarchiche, oscillavo tra Guevara, Bakunin e Max Stirner. Contava la sfida alle autorità. O a mia sorella: tutti dieci, irreprensibile. Mio padre mi diceva: ti mando a fare il camionista come me…”

Forse è stata proprio l’ultima di questo tipo di minacce da parte del padre a determinare, in Polacchi, la reazione opposta e quindi l’avvicinamento alla destra che culminerà nella militanza nel partito estremista di Casa Pound.

Ad Acquapendente, in effetti, Mauro Polacchi, figlio di una casalinga e di un camionista. lo ricordano in molti, anche per gli incarichi ufficiali ricoperti, come quello di segretario della Fgci.

 

 

 

 

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