Riceviamo e pubblichiamo

Polizia di Stato, intitolato piazzale all’agente Fulvio Pulcinelli

Erano presenti alla cerimonia due nipoti del caduto, Gino e Claudio Pulcinelli, in rappresentanza della famiglia, i quali, dopo lo scoprimento della lapide d’intitolazione del piazzale al loro congiunto, si sono intrattenuti a colloquio con il Prefetto di Viterbo

170

È stato dedicato a Fulvio Pulcinelli, agente di polizia trucidato dai partigiani comunisti slavi nel settembre 1943 a Spalato, il piazzale antistante il nuovo cimitero comunale.

La cerimonia di intitolazione, voluta dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato, sezione di Fabrica di Roma, e dal Sindaco Mario Scarnati, si è svolta oggi, giovedì 24 settembre 2020, e vi hanno partecipato le autorità civili e militari e la Fanfara della Polizia di Stato.

“Un popolo senza passato non ha futuro – ha esordito il Sindaco Scarnati – grazie all’associazione della Polizia di Stato, oggi ricordiamo un nostro concittadino, Fulvio Pulcinelli, che era ultimo di sei fratelli: Orlando, Alfredo, Umberto, Maria Ada, Dante, Maria Pia e Marietta. Quest’ultima conosciutissima a Fabrica perché fu per molti anni la bidella delle scuole elementari. Fulvio venne fucilato dai partigiani titini dietro al cimitero di Spalato e il suo corpo gettato in una fossa comune. Ringrazio il giornalista Silvano Olmi, del Comitato 10 Febbraio, per le ricerche storiche.”

“Fulvio Pulcinelli ha perso la vita per fare il proprio dovere – ha detto il presidente nazionale dell’ANPS, Michele Paternoster, che era accompagnato dal vice presidente Donato Fersini – non è scappato, è rimasto al suo posto di servizio. Noi ci teniamo a ricordare tutti i colleghi che hanno donato la loro vita per la nostra Nazione.”

“Questa è una giornata particolare perché ricordiamo un eroe – ha detto il Questore di Viterbo, Massimo Macera – un ragazzo di venti anni che si è comportato con grande coraggio. I nostri eroi sono ricordati nel sacrario della Polizia di Stato a Roma. I quaranta agenti massacrati a Spalato, tra i quali c’era Fulvio Pulcinelli, hanno incarnato la quintessenza dell’essere poliziotto. Non sono fuggiti, sono rimasti al loro posto di servizio.”

Erano presenti alla cerimonia due nipoti del caduto, Gino e Claudio Pulcinelli, in rappresentanza della famiglia, i quali, dopo lo scoprimento della lapide d’intitolazione del piazzale al loro congiunto, si sono intrattenuti a colloquio con il Prefetto di Viterbo, Giovanni Bruno, e hanno ringraziato le autorità intervenute, l’ANPS, l’amministrazione comunale, la Polizia di Stato e il Comitato 10 Febbraio.

Il Comitato 10 Febbraio di Viterbo, che era rappresentato da una delegazione guidata dal Presidente del C10F viterbese, Cavaliere Ufficiale Maurizio Federici, plaude all’iniziativa e auspica che anche altre città della Tuscia dedichino luoghi pubblici ai martiri italiani soppressi al confine orientale d’Italia.

“Prosegue l’omaggio della Tuscia ai suoi figli vittime delle foibe e dell’odio verso gli italiani – dichiara Maurizio Federici del Comitato 10 Febbraio viterbese – dopo Viterbo che ha realizzato un monumento al sergente dell’esercito Carlo Celestini, Vasanello che ha eretto un cippo al vice brigadiere della Polizia Vincenzo Quadracci e Bassano in Teverina che ha dedicato un monumento al finanziere Giovanni Ricci, ora è Fabrica di Roma a perpetuare il ricordo di uno dei suoi figli migliori.”

Purtroppo rimangono senza un ricordo nelle rispettive città di origine il Sottobrigadiere della GdF Finimaldo Angeletti di Nepi; la Guardia di Finanza Augusto Bacchi e l’impiegato della Prefettura Otello Bigerna, entrambi nati ad Acquapendente; il Brigadiere dei Carabinieri Francesco Brocchi di Civita Castellana; il Brigadiere dei Carabinieri Ennio Carosi di Carbognano; la Guardia di Finanza Pierino Corinti di Castiglione in Teverina; il Carabiniere Luciano Lupattelli di Vetralla; il Carabiniere Giulio Mancini di Civitella d’Agliano; il Finanziere Cesare Merlani e la Guardia Scelta di PS Fabio Tamantini di Viterbo; il Vice Brigadiere dei Carabinieri Giovanni Tiburzi di Cellere.

 “Lanciamo un appello a queste amministrazioni comunali – conclude Federici – affinché seguano l’esempio di Fabrica di Roma e delle altre città e dedichino ai loro concittadini, martiri delle foibe, una via, una piazza o un luogo pubblico a perenne ricordo.”

Comitato 10 Febbraio Viterbo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui