La riscossa della Lega contro poltronari e voltagabbana

Pontida, decine di migliaia. L’urlo di Salvini: “Mai con la sinistra! Mai con il Pd! Noi l’alternativa di governo”

Numeri di capogiro al raduno di Pontida. Matteo Salvini ribadisce i punti cardine della sua politica, le dure critiche al Conte-bis e lancia il referendum per il maggioritario

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Raduno Lega

Decine di migliaia di italiani per il più grande raduno di Pontida che si ricordi. Stretti attorno a Matteo Salvini, che sarà pure stato ingenuo e precipitoso nello staccare la spina al governo giallo-verde, ma che aveva capito benissimo – negli ultimi mesi – che razza di alleati aveva al fianco! Cinque Stelle “signorno” e – peggio ancora – da giugno prontissimi al tradimento, al ribaltone come se niente fosse, all’ abbraccio impuro con i “nemici giurati” piddini (che giuravano di odiare e condannare perché rappresentanti numero uno della “casta”!).

Tutto velocissimamente, in un batter d’ali. Operazione garantita dal bifronte premier-bis “Giuseppi” Conte, uno che ha il pelo sullo stomaco e l’orgia del potere stampata nella mente. Uno che fa presto a girare i tacchi e a guardare col suo sorrisetto furbo e suadente dall’altra parte. Uomo di plastica, buono per tutte le stagioni… E Beppolone Grillo, il comico “rivoluzionario” trasformatosi per incanto in ispiratore e bussola della più bieca governabilità ad ogni costo pur di non essere raso al suolo dal voto popolare? E Di Maio? Meglio non scriva fino in fondo quel che penso di lui. Meglio limitarmi a ricordare il suo ultimo disperato e acrobatico “beau geste” di poche ore fa: raccogliere l’invito-trappola del risorto apostolo dem Franceschini, cattolico di estrema sinistra, e piantare le bandierine per un bel “patto civico” col partito guidato (si fa per dire) da “Zinga Lazio” alle prossime regionali.

Per farsi fagocitare dalla sinistra, ma intanto raccogliere una quota di piatti di lenticchie qua e là ed evitare di scomparire in parecchie realtà territoriali dove gli ex-populisti passati al Palazzo avrebbero a stento la forza di presentare una lista. Salvini, “il Capitano” – anche se appena ammaccato – per i suoi tanti fedelissimi, nel suo discorso sul prato-simbolo della Lega, ha attaccato (con rabbia e dispiacere) i pentastellati che hanno scelto la coalizione “profondo rosso”. Ha ribadito che l’unica alternativa al Pd post-comunista è il Carroccio.

Ha lanciato con forza il referendum per difendere il sistema maggioritario dalle voglie truffaldine di proporzionale, che permetterebbe ai partitini di condizionare e stravolgere l’esito del voto popolare. E un’altra consultazione referendaria per cancellare l’abbattimento della linea della rigorosa difesa dei confini da lui portata avanti al Viminale, che gli sbracati rosso-giallini stanno perpetrando fin dal primo giorno. E allora, chi dei nostri lettori lo voglia, si guardi e si ascolti il video integrale dell’intervento odierno dell’ ex-vicepremier.

     

Folta e generosa come sempre la rappresentanza dei viterbesi nella Pontida leghista. Guidati dal senatore Umberto Fusco, leader salviniano nella Tuscia e vice-coordinator del Lazio, c’erano decine di militanti e amministratori locali. Dal vicesindaco di Viterbo Enrico Contardo ai sindaci di Civita Castellana Caprioli e di Tarquinia Giulivi, al coordinatore comunale viterbese Andrea Micci. E tanti altri. Tornando a casa, ripercorreranno con orgoglio e convinzione la giornata trascorsa: di mobilitazione e di lotta, ma anche di proposta in vista di un non vicinissimo, ma nemmeno remoto, ritorno al governo.

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