Portuali e metalmeccanici, a Civitavecchia è esplosa la protesta

Centinaia di lavoratori hanno dato vita ad un sit in con tanto di mezzi meccanici, davanti la sede dell'Autorità portuale contro la crisi dello scalo e della centrale Enel, Massiccia l'adesione allo sciopero

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Non c’è che dire, l’unione fa davvero la forza. Centinaia di lavoratori del porto e dell’indotto Enel hanno manifestato insieme contro la grave crisi occupazionale che si sta abbattendo sui due importanti settori per l’economia cittadina.

Altissima l’adesione allo sciopero (che ha interessato l’intera giornata) anche se non è stato possibile quantificare l’esatta percentuale dal momento che pur con rallentamenti nelle operazioni sono stati dovuti garantire alcuni servizi primari come sbarco e imbarco di passeggeri e merci deperibili. Per il resto lo scalo si è bloccato con le navi con prodotti non deperibili che, preventivamente avvisate, hanno rinviato l’arrivo a Civitavecchia.

Soddisfatti gli organizzatori, la Filt Cgil in primis (visto che la protesta è andata in scena nella giornata dello sciopero nazionale dei trasporti) e la Fiom che ha aderito in solidarietà con i camalli. Una unità di intenti tra i lavoratori del porto e della centrale Enel che ha portato a far sentire per tutta la mattina nel piazzale antistante l’Authority un solo slogan “lavoro, sicurezza e dignità”. Tra fumogeni, megafoni è andata in scena la protesta con l’arrivo intorno alle 10,30 di svariati mezzi meccanici, di quelli usati per le operazioni di carico e scarico, tra ralle e forklift che hanno rallentato se non in certi momenti impedito il passaggio di auto e mezzi diretti sulle banchine per l’imbarco.

“Questa è una crisi che non ha uguali a Civitavecchia – ha tuonato il referente della Filt Alessandro Borgioni – siamo ad punto di non ritorno. L’Enel continua a prendere dal territorio senza dare nulla in cambio, il porto sta muorendo senza merci nel silenzio dei vertici dell’Autorità portuale che ad oggi non hanno risolto nessuna delle vertenze aperte. Serve un intervento deciso della Regione e del Governo”.

Proprio da Molo Vespucci non è arrivata alcuna manifestazione di solidarietà nei confronti dei lavoratori in presidio che è stata invece portata dal sindaco e da altre istituzioni e consiglieri a prescindere dal colore politico. Una protesta che deve vedere la città unita, senza colori come è stato più volte rimarcato dagli organizzatori. In prima linea anche il presidente della Compagnia portuale Enrico Luciani che ha paventato l’arrivo dei primi licenziamenti tra le fila dei camalli. “Dalle merci che non arrivano, all’Enel che ha già detto che con la riconversione a gas il rapporto sarà di 1000 a 200 occupati, la situazione è drammatica. Ora servono risposte dal Governo per il riconoscimento dello stato di crisi nazionale”.

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