Possibile zona rossa in Umbria: preoccupazione nelle zone di confine

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L’Italia di nuovo alle prese con il “cambio colore”.

Da lunedì, infatti, scadrà il DPCM attualmente in vigore e sono ancora molti i dubbi su quello che avverrà dal weekend in avanti.

Cresce, al riguardo, l’attesa per il prossimo bollettino dell’Iss che contribuirà, forse, a fornire un quadro più chiaro della situazione.

Attualmente sono in zona arancione Provincia Autonoma di Bolzano Sicilia e Umbria, dove però sono state istituite anche delle zone rosse (tutta la provincia di Perugia e sei comuni della provincia di Terni) per fronteggiare l’emergenza Covid nelle sue varianti inglese e brasiliana.

In base ai numeri e alle indiscrezioni che circolano in queste ore, l’Umbria rischierebbe concretamente un nuovo lockdown totale per le prossime due settimane.

Forte l’allarme, per questi motivi, anche nelle zone di confine:  Orte in primis, a soli 7 chilometri da San Liberato, primo comune umbro e Toscana.

“Preoccupante – ha definito il presidente della Toscana –  la situazione nelle zone di confine, specie con l’Umbria, dove si accertano varianti del virus, che accelerano il propagarsi del contagio.

A Chiusi, il sindaco Iuri Bettolini non ha avuto esitazioni a introdurre la zona rossa e ora come Regione stiamo facendo i tamponi per tutti i cittadini, circa cinquemila persone”.

“Un intervento duro, doloroso ma importante per evitare la diffusione del virus che è stato registrato da noi con la presenza nelle sue varianti, brasiliana e inglese – ha commentato la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei – parlando dell’istituzione della zona rossa in provincia di Perugia e in sei comuni di quella di Terni.

Non si può escludere che tutta l’Umbria entri in un sistema con maggiori chiusure dal weekend in avanti.”

A complicare ulteriormente il quadro, l’incertezza sulla nomina del nuovo Governo: se Draghi dovesse essere nel pieno delle sue funzioni potrebbe dover affrontare, tra le prime spine, proprio quella delle nuove misure da applicare.

 

 

 

 

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