Povertà, Caritas: “A Viterbo giovani più a rischio”

Per contrastare la povertà il lavoro di rete del tavolo permanente promosso da Caritas con il Comune di Viterbo, ASL di Viterbo, Viterbo con Amore, CDS della Tuscia, ACLI Viterbo, CRI Viterbo e Associazione Emmaus.

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convegno

La crisi economica ha avuto l’effetto di deflagrazione della povertà, che si è “normalizzata”, rompendo gli argini e coinvolgendo tutti.

Questo è il quadro delineato questa mattina al Convegno “Divenire… in povertà. Le nuove povertà tra criticità, risorse e politiche di contrasto”, promosso dalla Caritas diocesana di Viterbo nell’ambito del Festival del Volontariato, XV^ Edizione della Città a Colori, in collaborazione con il Comune di Viterbo, ASL di Viterbo, Viterbo con Amore, CDS della Tuscia, ACLI Viterbo, CRI Viterbo e Associazione Caritas Emmaus.

In Italia il numero dei poveri assoluti continua ad aumentare arrivando a oltre 5 milioni di abitanti. Dagli anni pre-crisi ad oggi è aumentato del 182% un dato che dà il senso di quante persone (cioè le persone non riescano a raggiungere uno standard di vita dignitoso. La povertà tende a crescere al diminuire dell’età, rendendo i giovani la categoria più svantaggiata (nel 2007 l’andamento era esattamente l’opposto).

Il legame tra condizioni di svantaggio socio-economico e povertà educativa minorile risulta nel nostro Paese accentuate. Forte è l’attenzione al tema della povertà educativa, che a sua volta favorisce la trasmissione intergenerazionale della povertà economica.

I soggetti partners del tavolo permanente

Sul territorio della Tuscia, nel corso del 2018 i “volti” incontrati dal Centro di Ascolto della Caritas diocesana di Viterbo sono stati oltre 700 (3200 i colloqui effettuati nel 2018).

Delle persone incontrate il 38% è di cittadinanza italiana, il 62% straniera. Crescono i poveri cittadini italiani, età media 45 anni, che hanno perso il lavoro. I giovani tra i 18 e i 34 anni rappresentano la classe con il 33% di presenze, in forte aumento e sempre più a rischio esclusione sociale. Per quanto riguarda lo stato civile le persone incontrate risultano per lo più celibi/nubili (40%), coniugate (31%) e vedovi/separati e divorziati (29%).

Oltre la metà delle persone che si sono rivolte alla Caritas possiede un titolo di studio basso, pari o inferiore alla licenza media (53%). Solo il 7% ha un diploma di laurea.

Nell’analisi dei bisogni spiccano i problemi di occupazione (68%), seguiti dalla povertà economica (61%), e dal disagio abitativo (57%). Alle difficoltà di ordine materiale seguono le vulnerabilità in molti casi associate alle prime: solitudine, difficoltà legate allo stato di salute, mancanza di informazioni e orientamento.

I dati del Centro di ascolto confermano, dunque, una forte correlazione tra povertà e livello di istruzione: coloro che hanno un titolo di studio basso o medio-basso hanno più difficoltà ad inserirsi nel contesto sociale e a cadere più facilmente in uno stato di bisogno.

Daniela Donetti e Luca Zoncheddu

“Per questo la Caritas diocesana di Viterbo ha promosso un tavolo di lavoro permanente, partito dal tema cibo ed estesosi anche a casa e lavoro con il Comune di Viterbo, ASL di Viterbo, Viterbo con Amore, CDS della Tuscia, ACLI Viterbo, CRI Viterbo e Associazione Caritas Emmaus – ha dichiarato Luca Zoncheddu, direttore Caritas diocesana – per lavorare in rete e creare alleanze che sappiano dare risposte concrete ai bisogni delle persone. La povertà se pensata come condizione di fragilità, non solo economica, è sempre più nel nostro quotidiano. Un giovane o una famiglia possono trovarsi in una profonda condizione di fragilità anche a seguito di una malattia o di una separazione. Attraverso il tavolo permanente si vuole porre attenzione alle risorse e ai processi del sistema degli interventi integrati di contrasto alla povertà”.

“Stretta è la correlazione tra povertà e disuguaglianze per la salute – afferma Daniela Donetti direttore generale ASL Viterbo – Per questo il piano triennale di prevenzione ha tra gli obiettivi la riduzione delle disuguaglianze di salute. Il non costruire politiche integrate di contrasto alla povertà costano il 10% del Pil. Lavorare insieme e per rimuovere le disuguaglianze di salute è una condizione necessaria per costruire una ‘sana’ società”.

Antonella Sberna“Fare rete è importante perché insieme riusciamo a pensare e fare molto. Abbiamo elaborato un protocollo sugli sprechi alimentari con l’Emporio solidale di ‘Viterbo con Amore’ per ottimizzare e mettere a sistema i processi – dichiara l’assessore ai Servizi sociali Antonella Sberna – Vogliamo promuovere formazione e borse di lavoro per aiutare le persone in condizioni di svantaggio nella ricerca di lavoro”.

Il convegno ha rappresento la prima tappa pubblica del percorso intrapreso dal tavolo permanente di lavoro. Prossimi passi: il progetto “Be Food” che consentirà di gestire e organizzare la distribuzione delle risorse alimentari in eccedenza, per combattere gli sprechi e aiutare chi ne ha più bisogno e la messa in comune dei dati di tutti i partners per uno studio socio-sanitario integrato per rispondere alle necessità del territorio.


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