Pozzo San Sisto, Antiche Terme Romane all’attacco: “Altro che natura, è Free Time che ha esagerato”

Con un comunicato, Antiche Terme Romane S.r.l. torna a parlare della situazione riguardante il pozzo San Sisto

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“E’ veramente difficile comprendere come si possa attribuire alla forza della natura l’interruzione del gettito di acqua termale alle Masse di San Sisto, quando è evidente e incontestabile che l’unica forza che l’ha determinata è il pompaggio scriteriato messo in atto dalla Free Time.

Non è infatti un mistero che la società dei Belli abbia aumentato notevolmente il prelievo forzato proprio in coincidenza con il momento in cui era previsto l’avvio dei lavori di chiusura/ricondizionamento del pozzo San Sisto, poi revocati. E non è neanche un mistero che analoghe circostanze si siano verificate già il 10 aprile u.s., proprio a causa di un indiscriminato aumento dell’acqua estratta da parte di Free Time. Evidentemente la doccia fredda arrivata con la lettera della Soprintendenza, che, come era ovvio, intimava di non eseguire alcuna opera in assenza di preventiva autorizzazione, ha provocato un netto cambiamento nella gestione della risorsa da parte della Free Time, a meno che non si voglia attribuire al puro caso il fatto che, proprio in questo frangente, l’acqua termale abbia smesso di fuoriuscire dalla fonte delle Masse.

masse di san sisto

L’intervento di domenica dei Carabinieri purtroppo non ha potuto accertare se la Free Time abbia superato la soglia massima prevista dalla concessione, ma ha potuto almeno appurare la presenza di almeno una signora che stava facendo il bagno nelle piscine termali della società. In sostanza, dai fatti accaduti, come accertati dai Carabinieri, si può banalmente desumere che, per consentire di far fare il bagno ad una signora nelle piscine totalmente abusive della Free Time, sono stati lasciati senza acqua le migliaia di utenti delle Masse. Ma a prescindere dal quantitativo di acqua prelevata forzatamente – sia essa entro oppure oltre i limiti della concessione – è evidente la violazione delle prescrizioni paesaggistiche, che attribuiscono alla fonte San Sisto la natura di “zona umida”, e come l’eccessivo pompaggio sia gravemente nocivo in termini ambientali, costituendo una autentica violenza operata ai danni dell’intero bacino termale viterbese. Questo si verifica a causa di una pianificazione a dir poco inadeguata dello sfruttamento della risorsa, pianificazione dell’uso delle acque termali approvata dalla Regione Lazio e neanche sottoposta a Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.), in aperta violazione dell’Ordinamento Comunitario e dello stesso Codice dell’Ambiente.

Anche su questi elementi si fonda il ricorso straordinario al Capo dello Stato che abbiamo già presentato contro l’aumento di portata concesso alla Free Time, ed i recenti sviluppi della vicenda non fanno che avvalorare la nostra posizione. La situazione è comunque in continua evoluzione e vigileremo attentamente affinché cessino tutte le ingiustizie messe in atto e finalmente venga riportata tutta la vicenda nell’ambito della legalità”.

Antiche Terme Romane S.r.l.

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