Pozzo San Sisto, l’acqua non c’è più. “Salta” la chiusura. Vince la natura con l’aiuto della soprintendenza

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masse di san sisto

Saggini Banner 3Ci risiamo. Ancora una volta la legge dell’interferenza del nostro bacino termale, già oggetto di studio da parte del prof. Vincenzo Piscopo e del prof. Giuseppe Pagano, ha avuto ragione (per interferenza si intende la possibilità dei flussi termali di favorire una sorgente o un’altra vicina in funzione delle correnti del bacino).

Lo sa bene la famosa e storica sorgente termale naturale del “bagnarello”, che ha alimentato per secoli le antiche Thermae Romane delle Masse di San Sisto e che sgorgava sui terreni che oggi sono della Soc. Free Time Srl. Questa sorgente naturale nel Medioevo era anche meta ambìta dei pellegrini che percorrevano la Via Francigena, per un bagno ristoratore. Nel Medioevo non aveva più una grande gettata, tuttavia riempiva una vasca abbastanza ampia, per dare conforto alle membra stanche dei pellegrini. Quando, negli anni ’50, l’ ing. Conforto scavò un pozzo per la Soc. Terni – alla ricerca di gas nel sottosuolo di Viterbo, proprio nel terreno che un tempo apparteneva a Luigi Bontà (e oggi è di proprietà della Società Antiche Terme Romane) – non trovò la materia prima che cercava, ma entrò a piedi pari nel Bacino Termale del Bullicame. Il pozzo, essendo uno dei primi, erogava una quantità enorme di acqua termale. Dopo questa perforazione la sorgente storica del “bagnarello” scomparve per sempre. Poi abbiamo assistito alla scomparsa del gettito dei pozzi Gigliola e Uliveto delle ex -Terme Inps, dopo la riperforazione del “pozzetto” (1993). Ancora più recentemente (2014) i lavori non autorizzati fatti dalla Gestervit sulla sorgente S. Valentino, che è diventato il pozzo S. Valentino, hanno asciugato la meravigliosa “Callara” del Bullicame, e ancora oggi non si vede una luce che ci dica quando le cose saranno sistemate.

Come molti sanno, oggi si sarebbe dovuto procedere alla chiusura della perdita del pozzo S. Sisto, in esecuzione dell’ordinanza del Tribunale di Viterbo. La Regione aveva pubblicato la Determina sul Bur (Bollettino Unico Regionale) e tutto sembrava pronto per eseguire l’intervento tecnico. La Soc. Antiche Terme Romane si era anche appellate al Ministero dei Beni culturali per ritardarne l’esecuzione. A seguito di questa richiesta, la Soprintendenza aveva chiesto e ottenuto che i lavori venissero studiati e autorizzati. Poi oggi, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che l’acqua della scaturigine del pozzo S. Sisto non sgorga più. Presso la Free Time sono andati anche i Carabinieri per controllare il quantitativo dei prelievi (che, lo ricordiamo, non devono superare la quantità di 15 litri al secondo). Sembrerebbe che i prelievi siano normali entro i 15 litri al secondo. Ma, ancora una volta,  l’interferenza ha avuto ragione e ha vinto sulle carte bollate.

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