Prende i soldi per inviare birra in Cina, ma li usa in altro modo. Accusato di autoriciclaggio

Mediatore viterbese imputato per autoriciclaggio: in aula la testimonianza di un esportatore cuneese

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tribunale di viterbo
Il tribunale di Viterbo

Doveva mediare per far arrivare della birra Heineken in Cina, ma un viterbese i soldi ricevuti per farlo li ha spesi in altro modo. E la birra non è mai arrivata a destinazione. Imputato per autoriciclaggio un mediatore viterbese che opera in tutta Italia. Davanti al giudice Gaetano Mautone ha testimoniato la presunta vittima del processo che lo vede come parte civile, difeso dagli avvocati Enrico Valentini e Samuele De Santis.

A sinistra Enrico Valentini, a destra Samuele De Santis, i difensori dell’esportatore cuneese costituitosi parte civile

“Gli versai in un conto specifico – ha detto in aula l’esportatore cuneese di vini – 231 mila euro per la spedizione dei primi dieci dei 240 container che dovevo inviare ai cinesi, come da contratto”. Invece il viterbese alla sbarra avrebbe, secondo la pubblica accusa, usato i soldi per fini diversi da quelli pattuiti. L’imprenditore di vini piemontese si era affidato al mediatore locale per l’invio dei primi container di birra in Asia dal porto de La Spezia: “Commerciavo con gli asiatici nel comparto del vino, ma mi chiesero della birra e decisi di affidarmi all’imputato. Al riguardo, nel maggio 2015 feci un accordo con l’imputato, che mi disse di avere inizialmente la disponibilità di soli 10 container. Per accelerare i tempi decisi di fare subito un bonifico di 231 mila euro. Per questo aprii un conto corrente specifico”. Ma le cose non andarono bene, e i dieci container di birra non partirono mai dal porto spezzino.

In aula è stato ascoltato, dopo la presunta vittima, anche il bancario che si occupò del giro di soldi tra il mediatore viterbese e l’esportatore cuneese. Il quale ha confermato la versione della parte offesa. La quale, oltre a dichiarare di essere stata raggirata, ha perso dei buoni clienti: i cinesi hanno chiesto e ottenuto la risoluzione del contratto stipulato con l’imprenditore cuneese.

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