Fabio Menicacci, sindaco di Soriano, scrive una lettera aperta a tutti i cittadini

“Prepariamoci alla Liberazione da questo nemico invisibile, dalla crisi sanitaria e dai problemi sociali che ha creato”

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Il primo cittadino Fabio Menicacci

Il sindaco di Soriano nel Cimino, Fabio Menicacci, condivide un messaggio di speranza e rinascita per festeggiare questo 25 aprile “alternativo”.

“Come ogni anno non possiamo dimenticare il sacrificio di tante donne e uomini che hanno dato la vita per creare un’Italia libera e democratica.
Dobbiamo recuperare lo spirito unitario del 25 aprile come festa di tutti, a prescindere dal colore politico, poiché in questo Paese la Liberazione non è mai stata vissuta all’insegna della coesione.

Settantantacinque anni dopo il 25 aprile 1945, in periodo di COVID 19 dove la libertà personale subisce pesanti restrizioni, possiamo riflettere su quale grande significato custodiscano le parole Resistenza e Liberazione

Stanno andando via gli ultimi testimoni di quella stagione e noi dobbiamo conservare memoria del passato senza contraffazioni, dimenticanze o peggio distorsioni interpretative.
Siamo costretti ad un isolamento sociale che non avevamo mai sperimentato prima in questa maniera così totalizzante ed esclusiva.

Siamo tutti a casa in isolamento anche in questa data, distanti gli uni dagli altri, impossibile stare a contatto, ritrovarsi all’aperto.

Oggi dobbiamo combattere un nemico che ci ha trasformato le vite. Obbediamo alle regole per paura, per la nostra salvezza, per il bene di tutti. Ma soffriamo dell’assenza di libertà che si manifesta nelle piccole cose.

Non siamo abituati a portare con noi un’autocertificazione, a rendere conto a qualcuno delle nostre azioni. Ogni nostro movimento subordinato ad una ragione valida, autorizzata.
Per la prima volta, la giornata è gravata dal peso di dover subordinare ogni movimento ad una ragione valida, che sia un’autorizzazione.
Oggi proviamo cosa significhi la libertà negata, o soltanto condizionata, che nessuna generazione ha più vissuto da quel periodo di tanti anni fa.
Per questo oggi abbiamo ancor più bisogno di celebrare la libertà, come bene irrinunciabile.
Oggi dobbiamo celebrare chi lotta e resiste in prima linea contro il COVID 19, dobbiamo celebrare “gli eroi” di questa guerra: medici, infermieri, volontari e le tantissime persone scomparse.
Oggi dobbiamo piangere i tanti morti e la maggior parte di loro che, anziani, hanno portato con loro la memoria, la fatica, l’orgoglio della Ricostruzione.
Oggi dobbiamo capire le fatiche di tanti artigiani, commercianti e piccoli imprenditori, fino a ieri elogiati per essere il motore del Paese ed ora costretti a chiudere le loro attività con la speranza, forse, di poter ripartire.
Oggi dobbiamo prepararci ad una Liberazione da questo nemico invisibile, dalla crisi sanitaria e dai problemi sociali che ha creato.

Dobbiamo ripartire con un piano di ricostruzione post bellico che aiuti il lavoro, la scuola, la sanità, la giustizia e tutti quei temi che il Paese ha lasciato sospesi prima della pandemia.

Viva l’Italia, viva Soriano nel Cimino”.

Fabio Menicacci

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