Presentato il 3 dicembre il libro “Carabinieri: storie di uomini stra…ordinari”

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Viterbo – È stato presentato ieri, 3 dicembre, presso la Sala Regia di Palazzo dei Priori, alle ore 16, il libro di Irene Frattesi dal titolo “Carabinieri: storie di uomini stra…ordinari”.

Sergio Cesarini, direttore di Viterbo Sotterranea, in collaborazione con il Col. Andrea Antonazzo, Comandante del Comando Provinciale dei Carabinieri di Viterbo, hanno condotto il pubblico presente alla scoperta del libro.
Presenti all’evento, fra gli altri, il sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena, il questore dott. Giancarlo Sant’Elia, il Comandante della Guardia di Finanza col. Andrea Pecorari, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Viterbo col. Andrea Antonazzo, il senatore Umberto Fusco, dei rappresentanti dell’amministrazione comunale e alcuni sindaci.

Il sindaco Giovanni Maria Arena ha affermato che il libro è “un atto d’amore nei confronti del papà di Irene e di tutta l’Arma dei Carabinieri,  che rappresenta la storia d’Italia”. Il Sindaco ha ricordato l’eroico sacrificio di Salvo D’Acquisto, la banda dei Carabinieri e anche il grande lavoro svolto dalla Benemerita e dalle Forze dell’ordine in generale anche nell’opera di contrasto alla diffusione del Covid-19.

Il senatore Fusco ha brevemente ricordato la storia dell’Arma dei Carabinieri e il profondo spirito di attaccamento allo Stato che anima i rappresentanti della Benemerita. Oggi nel territorio sono più di 400.000 uomini gli uomini appartenenti alla gloriosa Arma dei Carabinieri.
Il Senatore ha ringraziato quindi tutti Carabinieri d’Italia e le Forze dell’ordine in generale.
Il consigliere comunale, delegato per le associazioni dell’Arma Stefano Caporossi, ha ringraziato l’autrice, i presenti e gli uomini straordinari dei Carabinieri che prestano la loro opera a servizio degli altri, a prezzo anche della  loro vita.
Sergio Cesarini ha ricordato che lo zio era al Comando Generale, che ha cominciato ad amare la Benemerita fin da ragazzo e che è da tempo iscritto all’Associazione Nazionale Carabinieri.

Il colonnello Andrea Antonazzo, dopo aver ringraziato la dott.ssa Frattesi per aver dato a tutti l’opportunità di vedere l’Arma anche sull’esterno, con gli occhi di chi ha vissuto l’Arma in famiglia, ha detto: “Noi Carabinieri studiamo storia dell’Arma in Accademia Ufficiali e vorrei riagganciarmi all’attualità che la storia ci permette di ritrovare in alcune opere del passato, come il Galateo del Carabiniere del 1879, che permette di ritrovare la tensione morale che animava e anima i  Carabinieri. Il testo è citato anche nel libro, dalla dottoressa Frattesi.”

Si legge nel Galateo: “Indossando la divisa dei Carabinieri si assumono obblighi e doveri. Questa famiglia conta martiri, eroi e persone che spesero la loro vita a servizio degli altri”. Nel testo sono contenuti i valori e gli avvertimenti che ritroviamo oggi nel Regolamento Generale dell’Arma, attualmente in vigore, nella cui premessa c’è già il codice morale, il decalogo della Benemerita, nel quale si parla anche di senso di responsabilità,  affiatamento,  solidarietà.

“Il libro di Irene Frattesi può stabilire un ponte fra i fatti del passato e il presente.” Ha ribadito il colonnello Antonazzo.

Celestini ha aggiunto che il libro è stato scritto per una giusta causa: il ricavato sarà devoluto in beneficenza all’ANT. È intervenuta la dottoressa Daniela Messina della Fondazione Assistenza Nazionale Tumori del Lazio, l’associazione onlus ANT, che aiuta i malati oncologici assistendo con i volontari quotidianamente in 9 regioni quasi 4000 persone, supportando l’attività di medici e psicologi.
La dottoressa ha affermato:”Grazie a questo libro, ho scoperto molto dello spirito dell’Arma dei Carabinieri”.

È stato letto poi, nel corso della cerimonia, il messaggio del generale di Brigata dei Carabinieti Paracadutisti Antonino Troia :”Il suo libro onora, oltre che lei stessa, l’Arma e tutti coloro che sono e sono stati Carabinieri”.
Interessante la sintesi storica basata su documenti importanti relativa ai valori fondanti dell’Arma.

Il titolo, accattivante e originale del libro, costituisce l’overture di una miscellanea di interessantissime storie e aneddoti sull’Arma. Lo stile letterario dell’autrice è molto piacevole; via via che scorrono le pagine, ci si sente sempre più coinvolti dagli argomenti trattati sempre con una quasi maniacale dovizia di particolari. Dalla nascita dell’Arma si passa all’analisi dei principali fatti d’ arme che hanno visto i Carabinieri utilizzati e coinvolti come truppe a piedi o a cavallo, prima, per cacciare gli austriaci dall’Italia con la carica di Pastrengo (1848) e poi come truppe anti-brigantaggio nelle varie fasi storiche successive all’unità d’Italia.

Dopo minuziose e laboriose ricerche storiche, presso il Museo Storico dei Carabinieri e dopo aver consultato i documenti conservati presso l’ Archivio Storico dell’Arma, è stata fatta una descrizione precisa delle divise dei vari Reparti, delle varie medaglie d’oro, d’argento e di bronzo guadagnate sui campi di battaglia o per gli aiuti dati dai Carabinieri alle popolazioni in occasione di catastrofi naturali o di gravi malattie pandemiche come il colera che imperversava con brevi pause dal 1854 al 1884. Inoltre, è stata citata la grande partecipazione dei Carabinieri sia nella 1a che nella 2a Guerra mondiale e sono stati resi noti gli episodi d’eroismo non tutti conosciuti, di cui la Benemerita è stata protagonista.

Per ultimo, l’estremo sacrificio del Vicebrigadiere Salvo D’Acquisto che il 23 settembre 43 ha donato la sua giovane vita per salvare 22 ostaggi dal Plotone d’esecuzione dei tedeschi. Non mancano curiosi riferimenti come quelli relativi ai rapporti tra i militari con la popolazione. La prefazione è del Gen. Cc. Paracadutista (C.a.) Antonino Troia, che ha sposato la causa benefica. L’appendice è dedicata al primo processo mediatico della storia che si è svolto a Viterbo: il processo Cuocolo, che vide impegnato in prima linea il capitano dei Carabinieri Carlo Fabbroni.

L’avvocato Giovanni Bartoletti, che ha un’amicizia ventennale con il papà di Irene, Silvio Frattesi,  ha affermato: “All’interno della sala riunioni del mio studio c’è un quadro sul processo Cuocolo e sono stato presidente dell’associazione Paracadutisti. Questo libro credo che debba essere trasmesso anche alle nuove generazioni, che oggi non hanno più la leva obbligatoria.”

L’avvocato Bartoletti ha ricordato alcuni aspetti del processo Cuocolo, un processo alla camorra, che si svolse a Viterbo all’inizio del secolo. L’autrice del libro ha illustrato le caratteristiche dell’importante avvenimento, il primo processo mediatico della storia – svoltosi nella Città dei Papi – e la figura del capitano Fabbroni, del quale Irene ha trovato notizie all’archivio di Stato di Viterbo.

L’avvocato Giovanni Bartoletti ha poi raccontato un aneddoto divertente e un modo di dire tipicamente viterbese: ” Le carabbignere co’ le baffe e le faciole co’ le sasse”. Ha ricordato le figure di alcuni Carabinieri e il loro senso dell’umorismo, nonché la parte “monastica” del Carabiniere, che doveva aspettare di raggiungere una certa età, per sposarsi, e aveva regole ferree da seguire, anche nel corteggiamento (la moglie doveva avere una “dote”,
nel caso fosse restata vedova, non doveva avere problemi economici, e venire da “buona famiglia; si prendevano “informazioni”). Il Carabiniere doveva essere di buona costituzione e corporatura. Oggi le donne sono entrate a pieno titolo nell’Arma e molte regole sono cambiate;  nel libro si vuole anche avvicinare il civile alla vita del Carabiniere.  Il nonno e gli zii di Silvio Frattesi e il padre dell’autrice erano Carabinieri.

Giovanni Bartoletti ha evidenziato anche il grande lavoro che sta facendo la Questura nelle scuole per contrastare e prevenire il fenomeno del bullismo e sottolinea l’importanza della lettura alle giovani generazioni di libri come questo. È intervenuto anche il tenente colonnello Nazzareno Di Vittorio, già vice direttore del Museo Storico dell’Arma. Durante la presentazione,  sono state proiettate delle slide attraverso le quali è stato possibile rivedere oggetti storici dell’Arma dei Carabinieri.

“Carabinieri: storie di uomini stra..ordinari”, è anche il titolo di una mostra di cimeli storici e riproduzioni di quadri riguardanti l’Arma dei Carabinieri, a cura del Ten. Col. (C.a.) Nazzareno di Vittorio, che è stata inaugurata ieri, 3 dicembre, alle ore 18, presso la Sala Rosa di Viterbo Sotterranea.

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