Presentato in Provincia il progetto del “Centro Sperimentale per l’Insetticoltura Sostenibile”

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Si è svolto presso la sede della Provincia, un incontro di condivisione della proposta dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (IZSLT), per la creazione di un

“Centro Sperimentale per l’Insetticoltura Sostenibile” presso la sezione di Viterbo dell’Ente.

L’invito di Ugo Della Marta, direttore generale dello Zooprofilattico, condiviso dal presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli, che ha espresso interesse e sostegno per l’iniziativa è stato accolto dal direttore f.f Asl – Area sanità animale e produzioni animali Nicola Ferrarini, dal direttore Confagricoltura Viterbo Daniele Ciorba, dal presidente Tusciavicoli Fabio Angeli, da Alessio Cupidi della Federazione nazionale di prodotti Avicoli, dal presidente Biodistretto Via Amerina e Forre Famiano Crucianelli, dal direttore Istituto di BioEconomia CNR Giorgio Matteucci e dai professori ordinari dell’Unitus Nicola Lacetera del DAFNE e Anna Maria Fausto del DIBAF.

La proposta dell’IZS Lazio e Toscana prevede in particolare la creazione di un partenariato sulla base del modello del “living lab”, dove il settore della ricerca pubblica incontra quello della ricerca privata e dell’impresa, delle istituzioni locali e dei consumatori, co-progettando lo sviluppo e la validazione delle innovazioni nell’ambito dell’insetticoltura sostenibile e facilitandone il trasferimento dei risultati sul territorio.

L’allevamento di insetti su sottoprodotti di natura organica, come ad esempio gli “scarti” dell’industria agro-alimentare, rappresenta oggi un formidabile strumento per reimmettere nella catena alimentare prezioso materiale spesso destinato alla distruzione. Le proteine ottenute dagli insetti possono infatti essere impiegate per la produzione di mangimi da utilizzare nell’allevamento avicolo, in quello suinicolo e nell’acquacoltura, nel pieno rispetto dell’etologia degli animali.

Gli insetti allevati su scarti organici costituiscono inoltre un’interessante fonte per la produzione di “molecole tecniche” (biocarburante, lubrificanti, chitosano, etc) da impiegare nell’industria chimica, meccanica e farmaceutica.

L’insetticoltura sostenibile è, in sintesi, un’interessante opzione per il perseguimento di alcuni importanti obiettivi individuati nelle agende di istituzioni come le Nazioni Unite (Agenda 2030) e la Commissione Europea (“Farm to Fork”; “Climate Neutrality by 2050”).

“Insieme – dichiara Ugo Della Marta – è possibile studiare modelli di “piccole economie circolari” locali per l’allevamento di insetti da sottoprodotti/scarti organici. La biomassa d’insetto prodotta attraverso la bioconversione degli scarti organici potrà essere avviata alla trasformazione in mangimi (già autorizzati per alcune specie allevate), alimenti e molecole tecniche, con l’obiettivo di creare nuove opportunità di crescita economica per il territorio e, al contempo, di migliorare la sostenibilità ambientale delle filiere produttive che su questo insistono”.

Alla discussione ampia ed articolata, moderata dal direttore sanitario dell’Istituto Andrea Leto hanno partecipato tutti gli interlocutori, che nelle loro specificità hanno manifestato grande interesse per il progetto condividendo la proposta di stipulare un accordo quadro che metta insieme gli interessi dei vari enti ed organismi per realizzare congiuntamente attività scientifiche attraverso proposte progettuali, progetti di ricerca, corsi di formazione, attivazione e promozione di nuove iniziative basate sulla compartecipazione in relazione ad aree tematiche di interesse comune.

La realizzazione di un progetto con tali caratteristiche rappresenta una esperienza unica nel panorama nazionale, in un settore in forte espansione e dal sicuro impatto ai fini della sostenibilità ambientale.

 

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