Bollicine: presepe vivente a San Faustino, Strada Signorino, migliaia di storni

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Visione Viterbo

I ricordi di un chierichetto

Dopo circa oltre mezzo secolo, in occasione della visita al Presepe Vivente, mi sono riaffacciato con una certa emozione, al giardino interno della Chiesa dei Santi Faustino e Giovita. Uno spazio verde, che frequentavo assiduamente negli anni di gioventù, quando ero chierichetto con il parroco Don Oreste Guerrini. Devo dire che l’ho trovato irriconoscibile. Non c’è più il pollaio, non ci sono più le rigogliose piante di limoni, sempre cariche di frutti, tanto cari alla perpetua, “Signorina Annetta”; sono sparite le lussureggianti bordure di bosso, che limitavano i vialetti; non ci sono più i cespugli rigogliosi di acanto, che spuntavano qua e là, con le loro foglie larghe e lanceolate, alla base del bosso.

Anche la medievale torre pentagonale, che aveva un ingresso da quel giardino, dopo il restauro, è scomparsa dietro ad un muro. E’ però rimasta la vasca della fontana, dove i chierichetti più grandi, mi fecero fare un bagno, spingendomi mentre correvano. Dopo la morte di Don Gabriele Jannariello, ultimo parroco in ordine di tempo, adesso la parrocchia è stata incorporata in quella del Sacro Cuore del Pilastro.

Il Presepe vivente di S. Faustino

I volontari della Parrocchia del Sacro Cuore del Pilastro, anche quest’anno,  hanno realizzato un interessante presepio vivente, dove c’è una ricostruzione dei luoghi dove è nato il Bambino. Così, dopo la prima scena dell’annunciazione, si entra in un villaggio dove non manca proprio niente: dal presidio del legionari Romani, fino alla capanna del Redentore.

Lungo il percorso si incontra lo stazzo dei pastori, con le pecore vive, il molino che funziona ad acqua, e poi tante botteghe artigiane dal falegname, al calzolaio, fino al panettiere e al vinaio. Alle fine del percorso si incontra la capanna dove San Giuseppe e la Madonna accudiscono il Bambino (in porcellana, per motivi facilmente immaginabili). Il lavoro frutto di sudore, e fatica di tanti giovani volontari della Parrocchia del Sacro Cuore, che oltre a lavorare si sono anche impegnati come figuranti, all’interno del presepio, ci è piaciuto. Certamente migliore di quello dell’anno precedente. Complimenti a questi giovani, che sono stati bravi.

San Faustino è una Parrocchia che deve risorgere, un quartiere che deve trovare la forza per tornare ad essere, vivo e sereno. Con l’aiuto dei volontari del Sacro Cuore, e di iniziative che coinvolgano i giovani, questo quartiere presto risorgerà.

Strada Signorino riaperta?

 

Nossignore. Sono state ripulite le alberature che minacciavano la rupe, ma la Strada è riaperta solo per i residenti. Qualcuno però, ha fatto sparire il cartello, e automaticamente, la strada è riaperta a tutti.

Storni come rondini

Ricordo di avere visto sempre le rondini, appollaiate sui fili della luce, alla vigilia delle loro migrazioni. Oggi in dicembre, su quei fili, ho visto centinaia di storni che non vogliono migrare, perché ormai è fauna stanziale, e il loro numero eccezionalmente alto, crea problemi a non finire per l’igiene e la pulizia cittadina.

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