E' la ferma richiesta che la candidata Chiara Frontini rivolge a Zingaretti oltre a chiedere lumi sull'ampliamento di Monterazzano

“Prima del 26 giugno la Regione ci dica la soluzione per interrompere il flusso di rifiuti a Viterbo”

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“Basta rifiuti da Roma. Ci batteremo con tutte le energie e tutti gli strumenti a nostra disposizione”.

Chiara Frontini, candidata sindaco del Patto civico, ribadisce a chiare lettere il pensiero suo e della squadra davanti alla discarica di Monterazzano.

“Un tema fondamentale per la tutela del territorio, forse sottostimato, le cui responsabilità sono chiare e precise”.

Un punto fermo perché “noi siamo gli unici che possiamo portare avanti questa battaglia dato che non abbiamo cambiali da pagare a Roma e alla Regione” rimarca.

E ancora più fermamente dichiara che lo avrebbe ribadito al presidente Zingaretti e al sindaco di Roma Gualtieri, la cui venuta a Viterbo per sostenere la candidata del Pd era prevista ieri.

“Hanno ritenuto di non farsi vedere e di non rispondere sui grandi temi di Talete e dei rifiuti. E’ palese che la filiera non abbia funzionato – attacca – e il rogo di Malagrotta dimostra che, quando si tratta di accaparrarsi consensi, le alternative si trovano”.

La Frontini si spinge ancora più in là e chiede che la Regione, prima del 26 giugno, “ci dica la soluzione per interrompere il flusso dell’immondizia da Roma a Viterbo. Vogliamo che sia messa agli atti, prima del 26 giugno”.

“Viterbo è una provincia virtuosa, abbiamo l’autosufficienza. Non è più tollerabile continuare a pagare lo scotto delle incapacità altrui. Con il rischio che entro due anni la nostra discarica si esaurisca e al danno per i viterbesi si aggiunga la beffa. Se Monterazzano si esaurisce, il costo della tariffa rifiuti aumenterà”.

La candidata sindaco chiede lumi alla Regione anche sull’autorizzazione all’ampliamento dell’invaso per 600mila metri cubi.

“A riprova – afferma – che si vuole continuare a conferire i rifiuti a Viterbo, a utilizzare la Tuscia come discarica del Lazio. A discapito delle vocazioni agricole, turistiche ed enogastronomiche del nostro territorio “.

“Noi ci opporremo con tutti i mezzi e gli strumenti che un’amministrazione comunale può mettere in campo” conclude Chiara Frontini.

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