Primo maggio 2020: la festa dei lavoratori ai tempi del coronavirus

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piazza manifestazione
La piazza gremita di manifestanti

Un primo maggio anomalo quest’anno, tra smart working, riunioni virtuali, crisi economica e tanta, troppa incertezza nel futuro.

Una festa dei lavoratori dedicata soprattutto a coloro che il lavoro non lo hanno più, che lo hanno perso per colpa dell’emergenza coronavirus, che non potranno riaprire le loro attività, dopo due mesi di lockdown, perchè non ce la fanno.

Dopo l’emergenza Covid-19, niente sarà come prima  per il mondo del lavoro, già in crisi, che ha dapprima rallentato e poi ha visto fermare completamente la propria attività.

Già si evidenziano danni rilevanti per le piccole imprese, per gli imprenditori che in questi anni hanno investito per creare lavoro e si trovano ora sulle spalle ingenti debiti e grandi problemi, per gli autonomi e i precari.

Tanti sono purtroppo i settori che sono andati in sofferenza e vivono l’incertezza del domani: dal turismo, ai trasporti, alla ristorazione, al mondo della cooperazione, all’ agricoltura, al settore zootecnico, alle ditte che organizzano eventi, al comparto della cultura, alle piccole e medie imprese che devono competere a livello globale e si vedono costrette a chiusure forzate.

Il problema della qualità e della dignità del lavoro si intreccia con altre componenti di precarietà umana e spirituale.

Una festa del lavoro, questa del 2020, dedicata però anche a coloro che sono morti per salvare altre vite, ai medici, agli operatori sanitari, alle Forze dell’Ordine, ai volontari sempre in prima linea.

Questa è una giornata che ha un grande significato e una storia. Il 1 maggio, come festa dei lavoratori, nacque con l’intento di ricordare il sacrificio di tanti, l’impegno dei movimenti sindacali e gli obiettivi sociali ed economici raggiunti grazie a dure battaglie.

Affonda le sue origini anche nelle manifestazioni degli operai statunitensi durante la rivoluzione industriale.

Il primo maggio fu tuttavia dichiarato ufficialmente Festa internazionale dei lavoratori durante il Congresso internazionale di Parigi del 1889, che diede il via alla Seconda Internazionale.

Quest’anno sarà un 1 maggio senza comizi, senza scampagnate, senza bandiere, senza voglia di festeggiare.

Il tradizionale concertone a Roma è stato annullato a causa dell’emergenza Coronavirus.
Dalla piazza però questa grande festa in musica si sposterà in Tv, negli studi di Rai 3 di via Teulada: andrà in onda in prima serata un evento collettivo con molti ospiti, collegamenti e contributi musicali selezionati.

In questo primo maggio, è bene ribadire quanto siano necessarie misure di aiuto alle famiglie e alle imprese.

Compito di uno Stato democratico è anche – e soprattutto – quello di aiutare le categorie solitamente più fragili e meno tutelate, i lavoratori autonomi, gli irregolari, i precari, chi ha contratti a tempo determinato, le piccole imprese e chi il lavoro rischia di perderlo definitivamente.

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