Come in una partita di Monopoly: 880.000,00€ e si chiude? Una vicenda incredibile che vede come protagonista la Asl di Viterbo

Transazione Prisma, viaggio in una vergogna senza fine

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Il patrimonio culturale della Sanitá laziale ha il suo valore aggiunto nel sociologo, ma prima geometra, assessore D’Amato, incoronato dall’odontotecnico Zingaretti, mentore regionale della Salute. Viterbo non poteva essere da meno, quale costola del fratello di Montalbano, per questo lo scranno aziendale degli Affari Generali è stato riservato ad una baldanzosa cinquantenne, da poco, con ovvia laurea in Sociologia.

Se vuoi, peró, lasciare un segno indelebile nell’eterno volgere delle cose, senza rimanere un sociologo da seconde linee, a te l’onore del gesto epico, una sorta di lancio della stampella alla Enrico Toti per intendersi, ed eccola lì: la famigerata delibera 1283 del 19/07/2018 con oggetto “Definizione del contenzioso AUSL VT/Abbot srl/Prisma Engineering”, meglio conosciuta come “Transazione Prisma”, che neanche l’estro congiunto di Ellery Queen, George Simenon e Ian Fleming avrebbe saputo partorire.

Una transazione dal modesto importo di €880.000,00, a lordo d’IVA peró. E ci voleva un competente sociologo, nel caso il Direttore Affari Generali della Asl viterbese per definire una questione nata nel lontano 2000, quando la nostra sociologa, forse, muoveva i suoi primi passi in Azienda. Non a caso abbiamo scomodati tre mostri sacri del “giallo”, poichè non è semplice banalizzare la vicenda: a cuor leggero l’ha presa solo la sociologa Direttore degli Affari Generali.

Infatti, dal 2000 al 2007, mentre si succedevano ben tre DG (Ripa di Meana-Cisbani-Aloisio), la sistemazione in una sede unica del Laboratorio Analisi presso i locali del vecchio PS transitó prima dalla scelta iniziale di posizionarlo al piano -1 (ora 0) del Corpo A3, destinato peró alla Farmacia. Stabilità la logistica, partì la gara (fornitura di strumenti e lavori) aggiudicata nel 2005-2006 alla ATI con capofila la Dasit. Tuttavia, a seguito del rifiuto da parte di uno dei Commissari di sottoscrivere l’ultimo verbale, non fu presa alcuna deliberazione in merito ed il DG subentrante, Super Pippo Aloisio, pensó di svolgere una trattativa privata con la ATI avente capofila Abbot, giunta seconda nella gara. Con del. 1074/2006 si decise per Abbot: la Dasit ricorse invano al TAR e solo voci narrano di una impugnativa al Consiglio di Stato. I lavori, 18 milioni di € più IVA, si concludono a metá 2007 ed è di quel periodo l’interessamento della Procura viterbese sulla reggenza Aloisio (era in voga il libro “Il salasso” di Gigi Daga) ed il filone Abbot fu attenzionato, Abbot che licenzió in tronco i dirigenti Botti e Cortas, imputati per turbativa d’asta.

Sul finire dei sette anni di gara (siamo nel 2014), mentre si tenta di bandire il nuovo appalto per la fornitura in service di strumenti ed attrezzature, con DCA 219/2014 il Laboratorio Analisi di Belcolle viene riconosciuto “ad elevata capacità” e questo implica che da circa 2.200.000 esami/anno si passerà a quota 3.000.000 (per accentramento Laboratori periferici): gli spazi attuali (900 mq) sono allora insufficienti, servendone almeno 1200, ed i locali? All’italiana, “fatta la festa, gabbatu lu santu”. Si ristrutturano gli spazi occupati: si inciderá sulla struttura del precedente appalto, che poi sarà incriminata, e si aggiungeranno nuovi spazi fino a toccare i 1200 mq. L’appalto contempla, oltre la fornitura di attrezzature e strumentazione, anche i lavori e tra il 2016-2017 viene predisposto il relativo capitolato tecnico.

Giunge, peró, la notizia che scalfisce la solita sicurezza della ASL: la ditta Prisma, facente parte dell’ATI a capofila Abbot per la componente dei lavori edili (del. 1074/2006) ha aperto dal 2014 un contenzioso legale con la Asl stessa: a loro dire non risultano pagate rate per i lavori fatti, quindi tutta la parte strutturale del Laboratorio Analisi di Belcolle sarebbe coinvolta nella eventuale inchiesta giudiziaria. Un chiaro motivo ostativo ai futuri lavori edili per l’appalto in procinto di essere bandito. Gli euri tornano a scorrere. Si affida il tutto ad un legale esterno (del. 936/2016), non si comprende a cosa serva l’avvocato della Asl Bolognini, pure recentemente stabilizzato, e viene commissionata ad un esperto una perizia (del. 265/2018) onde valutare la congruitá delle pretese della Prisma. Costui giungerà clamorosamente a delle conclusioni che incredibilmente sconfessano i rilievi e le censure fatte dall’ Ingegnere Capo della Asl circa i lavori dichiarati e non eseguiti e, qualora fatti, con gravi difetti di esecuzione (scarichi, pavimentazione, impianto elettrico).

Siamo allo sprint finale. L’oculatezza dell’Ingegnere della ASL viene allegramente bypassata, la dottoressa sociologa Minopoli estende la delibera 1283/2018, transa con Prisma ed il piatto da € 880.000,00 è servito. La reazione è eclatante: parte la denuncia contro la transazione e la Procura risponde con un avviso di garanzia, c’è di mezzo l’abuso d’ufficio per i vertici ASL, ma Viterbo è inesorabilmente “tenera” in certi campi, ed ecco arrivare la richiesta di archiviazione che riceve una pronta opposizione del denunciante. Dopo due anni costui ancora attende l’esito.

Questa non è Sparta, questa è Viterbo! Noi vogliamo fermarci qui circa quanto ha condotto alla “Transazione Prisma”, ma giá stiamo per tornare su altri interessanti aspetti correlati alla vicenda, ma la considerazione che intendiamo partecipare è comunque allarmante: l’inizio dei lavori è previsto entro l’anno, i locali saranno ampiamente interessati da opere murarie ed impiantistiche, su quelle parti che sono oggetto dell’irrisolto (almeno finora) contenzioso, il cui atto transattivo, stilato come se fossimo al tavolo del Monopoly, è stato abbondantemente e cautelativamente (per la ASL che ha invece pagato ed ascoltato un consulente esterno) messo in discussione dalla denuncia, dall’avviso di garanzia, dalla opposizione alla richiesta di archiviazione: ergo, potrebbe essere incardinato un giudizio. Tuttavia, se i lavori partissero (ed esiste stranamente la delibera 2085 del 07/10/2020 per lo start) sarebbe per sempre cancellata ogni e qualsiasi prova, della serie: e chi se li è persi ottocentomila euro? La sociologa!

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