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Privacy, CNA: “Giovedì 16 maggio ultima chiamata per mettersi in regola”

Il tempo utile per mettersi in regola con le norme in materia di privacy sta per scadere. Si concluderà giovedì prossimo, 16 maggio, la fase transitoria di tolleranza nell’applicazione delle sanzioni a carico degli inadempienti

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Attilio Lupidi

Il tempo utile per mettersi in regola con le norme in materia di privacy sta per scadere. Si concluderà giovedì prossimo, 16 maggio, la fase transitoria di tolleranza nell’applicazione delle sanzioni a carico degli inadempienti. A darne notizia, è la CNA di Viterbo e Civitavecchia, che, dopo la campagna informativa organizzata nei mesi di maggio e giugno 2018, ha attivato il Servizio Privacy, per assicurare consulenza specialistica e assistenza a tutti i soggetti tenuti ad attuare le nuove regole.

“Come è noto, in base al principio di responsabilizzazione contenuto nel Regolamento UE 2016/679, GDPR, la tutela della privacy e la sicurezza dei dati personali costituiscono precisi obblighi per associazioni, imprese e professionisti nell’ambito delle relazioni con clienti, fornitori, dipendenti e collaboratori. Chiunque si trovi a trattare dati e immagini di terzi, deve dunque rispettare le nuove regole, adottando specifiche misure tecniche e organizzative. Nell’ultimo anno – spiega Attilio Lupidi, amministratore delegato della UPAV Servizi, società del sistema CNA –  il nostro team di esperti, di cui fanno parte due DPO ovvero Data Protection Officer, ha lavorato intensamente per fornire soluzioni personalizzate ad aziende e a studi professionali sulla base di una analisi puntuale dei dati trattati e dei rischi, con particolare attenzione alla sicurezza informatica”.

“Invitiamo ora imprese e professionisti a verificare l’effettivo adempimento agli obblighi del GDPR. Terminato il ‘periodo di rispetto’, durante il quale il Garante ha tenuto nella dovuta considerazione le difficoltà nell’adeguamento alle norme, potranno essere inflitte a titolari e responsabili le sanzioni fissate per la violazione degli obblighi regolamentari – prosegue Lupidi -. E’ bene ricordare che le sanzioni pecuniarie possono arrivare fino a 20 milioni di euro o, per le imprese, al 4 per cento del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente. Insomma, è meglio non rischiare”.

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