Privati in Talete, almeno quattro le società che hanno espresso interesse all’ingresso nella Spa

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La sede di Talete Spa a Viterbo

Il 40% delle quote di Talete sembra essere appetibile per almeno quattro società che hanno presentato altrettante manifestazioni di interesse entro il previsto termine del 4 giugno.

Nasce quindi spontanea una riflessione: se ci sono società interessate ad entrare nella Spa sembra evidente che il business dell’acqua viterbese sia ritenuto economicamente valido e foriero di profitti. Diversamente delle imprese non sarebbero propense a investire in Talete. A meno che quel 40% non venga visto come un passepartout per arrivare poi ad acquisire l’intera società idrica.

Tra l’altro, a parte gli attori interessati non è dato sapere il valore delle quote, potrebbe essere così irrisorio da costituire comunque un rischio d’impresa sostenibile per coloro che si sono fatti avanti.

Al momento al di là degli aumenti, pardon degli adeguamenti, tariffari e delle procedure per valutare l’ingresso dei privati non risultano siano state intraprese le altre opzioni – finalizzate a reperire liquidità per gli investimenti – indicate nel documento sottoscritto il 26 aprile dall’assemblea dei sindaci.

Anche per quanto riguarda i nuovi fondi per sostenere gli alti costi di gestione dei dearsenificatori – 9 milioni l’anno spalmati sulle bollette degli utenti viterbesi – su cui si era espressa l’assessora regionale Lombardi difficilmente saranno a disposizione in tempi brevi.

La Lombardi sta “cercando di coinvolgere i ministeri competenti” per reperire le somme necessarie in attesa che siano disponibili “i fondi del Recovery Fund e del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile per l’approvvigionamento idrico dall’acquedotto del Peschiera e per avviare la miscelazione delle acque”.

Una soluzione al problema arsenico che per la Lombardi sarebbe utile ad “allontanare la sventurata ipotesi dell’ingresso di un socio privato in una società

che, ad oggi, è totalmente pubblica e che tale deve rimanere, nel rispetto della volontà popolare espressa con il referendum di 10 anni fa”.

Peccato però che il tempo stringe. E’ vero che l’arrivo delle manifestazioni di interesse non coincide automaticamente con l’ingresso dei privati, vi sono dei passaggi e delle procedure da espletare, ma intanto “la sventurata ipotesi” – come l’ha definita l’assessora – è dietro l’angolo.

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