Tracciare linee chiare di indirizzo per perseguire le possibili alternative alla cessione del 40% delle quote societarie

Privatizzazione Talete, Frontini: “Comune pronto ad adire le vie legali se non sarà possibile ripetere la votazione”

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“L’amministrazione non intende dare il consenso per vendere le quote ai privati”.

Le parole con cui Chiara Frontini ha aperto il consiglio comunale dedicato alla privatizzazione di Talete non lascia adito a dubbi su quale sarà poi l’esito della seduta.

L’ordine del giorno, siglato da lei e dalla consigliera di minoranza Luisa Ciambella, per chiedere in prima battuta la possibilità di riportare in votazione la privatizzazione per il 40% delle quote della società di gestione idrica su cui il 10 giugno – il 12 si votava per le Comunali – si è espressa l’assemblea dei sindaci-soci è stato approvato da 20 consiglieri di maggioranza più Luisa Ciambella.

Hanno invece votato contro, chiedendo per l’ennesima volta di approfondire la vicenda – in virtù anche della presenza tra il pubblico dell’amministratore delegato di Talete Salvatore Genova -, in 11: Pd, Lega, Fratelli d’Italia ed Elpidio Micci di Viterbo cresce.

“Siamo stati eletti dai viterbesi – ha aggiunto – per evitare i fallimenti della politica, non per giustificarli. Talete negli anni non ha brillato per lungimiranza”.

Perseguire le alternative, la parola d’ordine.

Tracciando linee chiare di indirizzo: mantenimento in mani pubbliche della gestione dell’acqua, esigere risposte sul prestito Arera da 40 milioni a fronte degli adeguamenti tariffari richiesti e ottenuti, conoscere gli esiti della due diligence commissionata lo scorso marzo.

Per la sindaca “occorre recuperare l’autorevolezza di un Comune capoluogo. Per troppo tempo la città ha abdicato, l’amministrazione e i cittadini non ci stanno più a farsi mettere i piedi in testa” ha tuonato.

Bisogna bussare a tutte le porte “da Arera alla Regione che ha scaricato su Talete i costi dei dearsenificatori”.

E visto che si inizia a ragionare di Regionali “è doveroso portare il tema nel dibattito. Chiunque si candiderà – ha asserito – deve impegnarsi a sostenere la gestione pubblica”.

“Anche perché – ha concluso Chiara Frontini – gli investimenti che faranno i privati che arrivano, ricadranno sulle bollette. Oltre il danno anche la beffa per i cittadini”.

Domani in Provincia si terrà l’assemblea dei soci Talete e la sindaca parteciperà, forte dell’ordine del giorno approvato ieri dal parlamentino di Palazzo dei Priori e pronta ad adire le vie legali qualora non venisse accordata la possibilità di ripetere la votazione sulla cessione delle quote ai privati.

 

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