Processo Fieno: “no al carcere” dal super-perito della difesa

"Ermanno Fieno non è schizofrenico ma è incapace di intendere e soprattutto di volere, e se fossi nel giudice lo manderei in una comunità terapeutica". Sono le parole del superperito della difesa, lo psichiatra Alessandro Meluzzi.

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Tribunale Viterbo

“Disturbo di adattamento con umore depresso. Ermanno Fieno non è schizofrenico ma è incapace di intendere e soprattutto di volere, e se fossi nel giudice lo manderei in una comunità terapeutica. Non c’è più l’ospedale psichiatrico giudiziario, ma una volta un soggetto come Fieno sarebbe stato da opg, altro che da carcere”. Sono le parole del superperito della difesa, lo psichiatra Alessandro Meluzzi. Che alle 12.30, nell’aula 1 del tribunale, è stato ascoltato dal gup.

Il Giudice per l’udienza preliminare ha sentito anche un altro psichiatra, Giovanni Battista Traverso, come consulente tecnico chiamato dal Tribunale. Meluzzi, invece, che ha parlato di nuovo all’uscita dall’aula, è stato voluto dall’avvocato difensore di Fieno, Roberto Massatani. “Ho cercato di tracciare le linee delle dinamiche psichiche del signor Fieno – ha spiegato –  il quale viveva in una famiglia singolare, perché vivevano senza luce e senz’acqua. Il soggetto doveva percorrere ogni volta due chilometri e mezzo per andare e altrettanti per tornare con due taniche da 20 litri. Questo non è un comportamento fisiologico per il nostro tempo”. Fatta la premessa, Meluzzi ha aggiunto: “Il disturbo di adattamento con umore depresso (è anche la conclusione a cui giunge il consulente tecnico d’ufficio), se letto all’interno del disturbo di personalità di cui Fieno soffriva, e combinato con questa psicopatologia, produce una di quelle condizioni che una sentenza della Cassazione considera una scriminante anche rispetto alla capacità di intendere e di volere, anche in assenza di una psicosi di tipo schizofrenico o catatonico e paranoico”. Insomma, Fieno sarebbe un soggetto “labile e fragile, che probabilmente ha commesso un delitto in uno stato d’animo delirante. Delirio che si realizza anche in chi non è schizofrenico”. La prossima udienza è stata fissata dal giudice per il 2 aprile, quando ci sarà la discussione da cui si saprà se Fieno andrà a processo oppure no.

I fatti in base ai quali Fieno è stato arrestato sono stati ricostruiti dalla Procura. Il 28 novembre 2017 Fieno uccise la madre 77enne Rosa Franceschini con l’attizzatoio del camino, nella casa di via Santa Lucia. Il fatto di sangue segui’ la morte per cause naturali del padre Gianfranco, 83 anni. Dopo di che, l’ imputato avvolse i cadaveri nel cellophane e li tenne nascosti nella loro camera da letto. La macabra scoperta venne fatta dai vigili del fuoco la sera del 13 dicembre 2017. Due giorni più tardi Ermanno Fieno fu fermato dalla polizia di frontiera di Ventimiglia.

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