Riceviamo e pubblichiamo

Promessa di Franceschini non mantenuta. Urbino (CONFSAL-UNSA): “Serve concretezza”

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Egregio Signor Ministro, apprendiamo del suo ultimo decreto, che porta la firma del
21 aprile 2020, e così formalmente individuato “Finalizzazione del contributo di cui
all’articolo 1-ter del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, convertito, con
modificazioni, dalla legge 18 novembre 2019, n. 132 – a parlare è Giuseppe Urbino,
Segretario Nazionale della Confsal – Unsa Beni Culturali – in base a tale decreto lei
come Ministro dei beni Culturali ha destinato un contributo di ben 5 milioni di euro
alla Società Ales Spa. 5 milioni di euro destinati a “misure per il servizio pubblico
essenziale di tutela, valorizzazione e fruizione degli istituti e luoghi della cultura,
così come previsto dal decreto-legge 104/2019 che aveva trasferito funzioni e aveva
provveduto alla riorganizzazione dei vari ministeri, tra cui il Ministero per i Beni
culturali. Beneficiaria del finanziamento è la società in house Ales che fa capo al
suo Dicastero”.
Il decreto su citato, e da lei firmato, riconosce la impossibilità di affidare questo
servizio ai propri dipendenti. Vi si legge infatti testualmente: «Il Ministero per i beni
e le attività culturali e per il turismo, verificata l’impossibilità di utilizzare il proprio
personale dipendente, è autorizzato ad avvalersi della società Ales Spa per lo
svolgimento delle attività di accoglienza e vigilanza nei musei, nei parchi
archeologici statali nonché negli altri istituti e luoghi della cultura, nelle more
dell’espletamento delle procedure concorsuali autorizzate ai sensi del decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 20 giugno 2019, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 202 del 29 agosto 2019, e delle ulteriori procedure necessarie a
soddisfare il fabbisogno di personale del Ministero da impiegare in tali attività. Per le
finalità di cui al primo periodo, alla società Ales Spa è assegnato un contributo pari
a 5 milioni di euro nell’anno 2019, a 330.000 euro nell’anno 2020 e a 245.000 euro
nell’anno 2021»
A questo punto – prosegue Urbino – la domanda che come sindacato non possiamo
non porci riguarda l’utilità di un finanziamento così oneroso da parte del Mibact ad
una società che ha tutte le caratteristiche societarie di una società per azioni,
quindi di natura privatistica, che in tutti questi anni ha raccolto milioni di euro da
parte del Mibact, per attività che il Mibact avrebbe potuto espletare da solo e
attraverso i suoi uffici, e che in tutti questi anni ha solo utilizzato per le proprie
attività personale completamente esterno al Mibact, bypassando in maniera
assoluta le regole delle assunzioni pubbliche tramite concorso.
È tutto regolare Signor Ministro?
Quello che accade in Ales rispecchia fino in fondo il carisma della gestione
trasparente della PA?
Non si è mai posto il problema che ci si possa trovare in una possibile fattispecie
giuridica di danno erariale per via di questa enorme mole di denaro pubblico che
confluisce con tanta semplicità e nel silenzio assordante delle altre Organizzazione
sindacali nelle tasche e nelle casse di una Società per Azioni come Ales, cento per
cento Mibact?
E gli amministratori di Ales hanno tutte le carte in regola per gestire in forma
diretta e in assoluta autonomia questa mole di finanziamenti pubblici che il Mibact
destina alla società?
Ma ancora: ha mai verificato la correttezza dei controllori, e i comportamenti di chi
ha il compito di verificare la serietà e la correttezza dei bilanci di Ales ?
E’ mai capitato che i revisori dei conti avessero qualche conflitto di interesse con il
ruolo da essi svolto in seno al Mibact?
E’ evidente che le assunzioni fatte da Ales, varranno nel tempo e col passare degli
anni a rendere quasi inutili i concorsi pubblici del Mibact, per via di situazioni di
fatto e de iure intervenute grazie a dei contratti atipici e fuori norma.
Anche tutto questo lei lo ritiene regolare?
Signor Ministro – conclude il sindacalista – è stato Lei a dire che a fine 2019 avrebbe
proposto che tutti i lavoratori del Mibact avessero potuto avere aumento del proprio
stipendio, e che li avrebbe equiparati ai colleghi del Turismo e dello Spettacolo, in
origine provenienti dalla Presidenza del Consiglio.
Tale proposta avrebbe dovuto essere approvata con la Legge di Bilancio 2019 e gli
aumenti avrebbero dovuto essere fra gli 80,00 ed i 120,00 euro in relazione alle
posizioni economiche di appartenenza.
Tali aumenti si è detto anche, avrebbero avuto corso a partire già dal 1 gennaio
2020. Cosa che invece non è mai avvenuta fino ad ora.
Lei crede ancora che tale promessa possa diventare prima o poi una risposta
concreta e reale alle attese dei dipendenti del Mibact?
In attesa di una sua risposta le porgiamo cordiali saluti.

Ufficio stampa Confsal Unsa

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