Propaganda politica al “Paolo Savi”: ci spieghino come e perché!

Propaganda politica a scuola. Al Paolo Savi di Viterbo, stamattina distribuito ai ragazzi un questionario della Cgil-Rete degli Studenti.

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Propaganda politica a scuola.

Succede all’istituto tecnico Paolo Savi di Viterbo, dove stamattina è stato distribuito ai ragazzi, durante le ore di lezione, un questionario della Cgil-Rete degli Studenti dove si chiedeva di esprimere il loro parere su diverse domande riguardanti il mondo del lavoro.

La Rete degli Studenti Medi, come si apprende facilmente dal sito, è un’associazione di studenti che pur proclamandosi apartitica, nello stesso tempo così delinea la sua costituzione: “nasce ufficialmente il 4 ottobre 2008 a Frascati, nel tentativo di rilanciare un percorso unitario degli studenti a sinistra in seguito ai cambiamenti che avevano portato alla frammentazione dell’Unione degli Studenti, nata nel 1994. Le organizzazioni che presero parte al percorso fondativo

  • ReDS – Rete degli Studenti, nata nel 2007 da una scissione interna all’UdS – Unione degli Studenti;
  • ISIM – Idee Studentesche in Movimento, una rete di associazioni che riuniva le basi territoriali fuoriuscite da UdS dopo i falliti tentativi di ricongiungimento tra la medesima e la ReDS;
  • SdS – Studenti di Sinistra, l’organizzazione studentesca della Sinistra Giovanile, organizzazione giovanile dei Democratici di Sinistra;

Quindi apartitica nelle dichiarazioni di intenti un pò meno nella struttura reale, visto che la stessa si dichiara: “Il nostro è un sindacato studentesco, che fa riferimento a valori e pratiche di sinistra“.

Che all’interno di una scuola, che dovrebbe fornire ai giovani gli strumenti per formare liberamente la propria idea politica e sociale si distribuiscano questionari in realtà politicizzati, costruiti ad arte e firmati apertamente da sigle tutt’altro che apolitiche, appare quanto meno fuori luogo, tanto più che ciò avviene durante le ore dedicate alle lezioni.

Gli insegnanti dovrebbero essere i garanti del pluralismo e della democrazia e la scuola dovrebbe fortemente ostacolare e non incentivare iniziative che cercano di indirizzare gli studenti verso un singolo partito dell’arco costituzionale.

Come si spiega quindi l’iniziativa odierna legata ad un’unica sigla sindacale?

Ai dirigenti del Paolo Savi chiediamo di rispondere e di spiegare.

 

 

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