L'intervista

Provinciali, Marini: “Il tessuto del centrodestra non deve e non può essere disarticolato”

Appello del capogruppo di Forza Italia a presentarsi uniti all'appuntamento del 15 dicembre, dopo la scelta dei 'Fratelli' di correre da soli

73

Amministratori di tutti i partiti e dell’intera Tuscia mobilitati per il 15 dicembre, giorno di votazione per il rinnovo del consiglio provinciale.

Nonostante il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 abbia di fatto bocciato anche la riforma delle Province targata Delrio, si torna alle urne con il voto ponderato. Ossia espresso direttamente dai politici invece che dai cittadini!

I partiti in questi giorni stanno lavorando alle liste da presentare il 25 novembre.

A Viterbo – i cui voti hanno un peso maggiore rispetto agli altri Comuni – il centrodestra si presenta con due liste distinte: una di Lega, Forza Italia e FondAzione, l’altra di Fratelli d’Italia. O almeno questa risulta essere, al momento, la situazione.

Dalle dichiarazioni rilasciate da Paolo Bianchini, capogruppo FdI in Comune, non sembrava ci fossero margini di manovra ma qualcuno ci spera.

Come Giulio Marini, capogruppo di Forza Italia: “Ancora non è conclusa la fase della discussione. Io mi auguro sempre che ci sia la possibilità di presentarsi come centrodestra unito anche con Fratelli d’Italia. I tempi per possibili ripensamenti ci sono”.

Fi, Lega e FondAzione insieme, quindi siete tutti d’un sentimento?

Prima di rispondere alla domanda, Marini tiene a fare una chiosa: “Questa organizzazione delle amministrazioni provinciali non ci piace. Sia perché gli enti sono stati resi poco efficienti e non in condizione di dare risoluzione ai problemi dei territori e anche perché la parola, nella scelta dei propri rappresentanti nelle isituzioni, devono averla i cittadini. A distanza di tre anni dal referendum ancora non c’è una legge di modifica a questo disastroso modello di Provincia”.

Tornando alla domanda?

“L’auspicio è sempre stato quello di agire su tutte le componenti partitiche per presentarsi con un centrodestra unito. Poi credo che, dal punto di vista programmatico, ci sia comunione d’intenti anche se le liste dovessero essere diverse. Comunque ripeto fino al 25 novembre c’è ancora tempo per verificare la praticabilità di un’unica lista”.

Ma come legge il fatto che Fratelli d’Italia vogliano andare da soli?

“Forse è per misurare la loro forza sul territorio. E ci sta, io non biasimo nessuno. Ma io credo che il tessuto del centrodestra non debba e non possa essere disarticolato! Perché poi, oltre la votazione, ci sono i programmi e su questo potremo sicuramente ritrovare la sintesi!”.

La lista sarà composta da 12 nomi. Come verranno suddivisi tra Forza Italia, Lega e FondAzione?

“All’interno dei partiti saranno stabilite delle modalità a cui ognuno di noi si adeguerà. I 12 nominativi – 7 uomini e 5 donne – dovranno essere distribuiti in maniera organica affinché ogni gruppo abbia la propria rappresentatività”.

Ma sul numero dei candidati che ognuno potrà mettere in lista inciderà il peso del partito?

“Queste saranno valutazioni che poi faremo. Qualora FdI confermi la scelta di correre con una propria lista bisognerà, successivamente, verificare la modalità da adottare”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui