Il noto psicologo locale è scettico sulla proposta: "La strada è giusta, ma servono miglioramenti"

Psicologi a scuola, Scatena: “La legge deve essere rivista, troppe spese pubbliche!”

Il noto psicologo di viterbo si è espresso negativamente sulla proposta di legge apparsa in questi giorni

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Psicologi a scuola: la proposta di legge mira a rendere stabile tale figura professionale negli istituti educativi. Stefano Scatena, noto psicologo e psicoterapeuta del viterbese, si è espresso sul caso, essendo stato esso, come ci ricorda fin da subito, “il primo nella provincia ad aver svolto un tale servizio”.

Scatena avvia l’intervista sottolineando immediatamente l’importanza di questa proposta: “Finalmente, come nel resto d’Europa, viene dato il giusto risalto alla figura dello psicologo nella scuola, una figura importantissima per lo sviluppo e il supporto dei giovani”.

Tuttavia, come ci fa notare da subito, vi sono nella proposta delle “imperfezioni gravi che speriamo siano riviste”, per una questione di “sovradimensionamento”. Infatti, tale progetto di legge prevederebbe ben 36 ore settimanali per psicologo, e addirittura 1 psicologo ogni 400 alunni (dagli 800 in poi, almeno tre figure professionali): un numero, secondo Scatena, davvero spropositato nei confronti dell’effettiva richiesta. Si passerebbe dunque ad un “sovradimensionamento” che “ci farebbe passare dal niente di prima ad un eccesso spropositato”.

“La proposta è stata fatta nella giusta direzione, ma non andrà bene – spiega – sarà un vero e proprio delirio, con una spesa gigantesca di denaro pubblico. I costi saranno elevatissimi, e la maggior parte di questi psicologi passerà la giornata lavorativa a guardarsi negli occhi per una mancanza di casi” – la posizione presa è netta, e vuole sottolineare come effettivamente “36 ore settimanali sono davvero troppe, poi con tre psicologi si giunge ad uno sproposito”.

Certamente, visto dal punto di vista opposto, il tutto potrebbe apparire (ad un occhio disattento) come un’occasione per offrire posti di lavoro ai tanti psicologi con attestati ma ancora disoccupati, e fattogli notare ciò, Scatena ci scherza su “Tanti psicologi a spasso, di certo, saranno contenti, perché finalmente avranno un’occasione. Ma non servirà a nulla, ripeto: questi non faranno nulla in ufficio, e si tornerà alla situazione della Prima Repubblica in cui per dare posti d’ufficio a troppe persone si andò a gravare inutilmente sulle casse degli italiani.”

Lo psicoterapeuta, tuttavia, che “con sei colloqui a settimana gestiva da solo tutti gli 800 alunni del Paolo Savi”, non vuole smontare totalmente le buone intenzioni del progetto “Basta rivedere alcune cose. Si potrebbe ridurre il numero di psicologi da 3 ad 1, e le ore di lavoro da 36 settimanali ad una decina massimo”. Sottolinea, poi, che nascerebbe, con i 3 psicologi, “anche il rischio di inutili conflitti d’interessi tra più figure professionali”. Ci vorrebbe, insomma, “Uno psicologo fisso, magari assicurato da un contratto indeterminato, come figura sempre presente nella scuola e che diventi di riferimento per gli alunni”.

La spesa potrebbe davvero essere “sovradimensionata”, le parole di Scatena hanno un riscontro effettivo con chiunque faccia dei calcoli e li confronti con le sue esperienze dirette.

Poi conclude: “Tuttavia mi auguro che la proposta sia migliorata a dovere, vista l’importanza della figura dello psicologo nelle scuole: io stesso ho avuto dei risultati importanti al Paolo Savi, in cui si è lavorato molto e raggiunti ottimi risultati. Addirittura, dopo le mie lezioni di educazione sessuale, si è azzerato il numero di gravidanze indesiderate nella scuola, che prima era in costante oscillazione tra 1-2 annue. Si sono risolti poi problemi di droga, alunno-docente e familiari, oltre che molti altri minori. Mi auguro dunque che la figura venga seriamente stabilizzata, con una revisione idonea del progetto apparso in questi giorni”.

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