PUNTURA DI SPILLO. CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA CHIAMATI ALLE ARMI CONTRO LO SPAURACCHIO FRONTINI. MA LA PAURA GIOCA BRUTTI SCHERZI

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Nella stampa viterbese che conta, rigorosamente di sinistra e guancia a guancia con i poteri forti, si sta diffondendo e allargando la paura della terribile Chiara Frontini. Ehi, ragazzi, attenti… Se le aspre divisioni nel centrodestra e l’irresolutezza del centrosinistra si protraessero ancora – argomenta preoccupatissimo il numero uno dell’organo quantitativamente più consistente e arrogante del panorama dei media viterbesi – non si finirebbe per favorire l’instancabile Chiara, sbrigativamente etichettata come di destra e catalogata – chissà per quali arcani motivi – come qualcosa di irreparabilmente negativo?

giovanni masotti
Il Direttore Giovanni Masotti

“Chi è causa del suo mal, pianga se stesso”, recita l’antico e saggio adagio popolare. E su questo punto ha perfettamente ragione il super direttore megagalattico. Se i due schieramenti tradizionalmente più importanti del panorama politico di Viterbo continuassero imperterriti nella loro voglia di harakiri, finirebbero per spalancare le porte di Palazzo dei Priori alla frizzante Chiara, leader di “Viterbo 2020”. E fin qui siamo d’accordo: il vuoto attira il pieno. E la Frontini è già in campagna elettorale da quasi due mesi, battendo giorno dopo giorno la città e i suoi dintorni. Mentre centrodestra e centrosinistra si massacrano tra di loro e dentro di loro e non trovano la quadra. Tutto chiaro, fin qui. Quello che non è chiaro è per quale cavolo di motivo la giovane Frontini rappresenterebbe il male assoluto e gli altri il bene, che è peraltro finito clamorosamente fuori strada. Questo vorrei che fosse spiegato ai lettori: perché l’ attivissima Chiara e i puntuali programmi che presenta e illustra ogni giorno sarebbero da buttare, mentre i timidi balbettii del centrodestra e del centrosinistra sarebbero da approfondire, valorizzare e propagandare in città. Ma quali balbettii? C’e’ un “ma” grosso come una casa. Finora almeno le due coalizioni più rilevanti di programmi ne hanno presentati zero e, soprattutto, annaspano di fronte al rebus della scelta di un candidato sindaco.

Questa è una campagna elettorale monca e a condurla è l’ unica persona che abbia per ora macinato idee, proposte e chilometri. Il resto, per adesso, è il nulla.

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