PUNTURA DI SPILLO. Le eterne diatribe di “Città Paese.it” hanno cominciato a stufare noi e i lettori. Facciamocene una ragione e caliamo il sipario

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Non c’è niente da fare. Quelli di “Città Paese it.” nutrono un irrefrenabile odio-amore nei nostri confronti, che li porta a seguire passo passo morbosamente quello che scriviamo e che cosa rappresentiamo in questa città.

Io personalmente, poi, sono diventato il “venerato e attempato giornalista Masotti of the night” oltre che convinto alfiere del “nuovissimo civismo frontiniano”. Non c’è verso di distrarli da queste ossessioni che turbano i loro sonni e martellano i loro cervelli. E, allora, va bene. Continuino così. Una eterna diatriba che ha cominciato a stufare i lettori, in verità appassionati da ben altri e più concreti temi.

Il direttore Giovanni Masotti

Non si può andare avanti così, leziosamente, ammorbando chi scorre i giornali on line per ricavarne notizie e spunti interessanti e si trova invece davanti delle ripetitive frescacce. Per questo non replicheremo più ai fantasiosi ghirigori di “Città Paese.it”, che rischiano di essere infiniti e in cui non abbiamo il minimo desiderio di incagliarci.

Ma, prima di chiudere il sipario, l’etica professionale ci impone di riportare quello che gli amici di “Città Paese.it” tengono a ripetere e reiterare: loro non sono i portavoce dei “poteri forti” in questi territori, loro – anzi – i “poteri forti” li hanno sempre combattuti a viso aperto. Bene a sapersi. Ne prendiamo volentieri atto. E intanto proseguiamo diritti per la nostra strada, che ci conduce a simpatizzare per chi fa della concretezza, della modernità e dell’ onestà intellettuale la sua stella polare.

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