PUNTURE DI SPILLO. QUELLE POVERE ELEZIONI “NASCOSTE”

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Complice la pandemia e gli innumerevoli problemi che porta con sé, a Viterbo l’appuntamento con le elezioni anticipate di primavera sembra sepolto sotto una coltre di disinteresse e di delusione.

Il Direttore Giovanni Masotti ospite a TgCom24

Dopo gli ultimi, devastanti, mesi di giunta Arena, vissuti tra una crisi e una crisetta, la gente sembra non crederci più. La politica con la P maiuscola è ormai una perfetta sconosciuta: e questo a causa del colpo di grazia inferto alla sua credibilità dall’ alleanza pastrocchio creatasi tra PD e Forza Italia in Provincia, che ha finito per rimescolare le carte trascinando in un tunnel nero l’ equilibrio naturale tra forze politiche vicine e aprendo la strada a un’ incomprensibile svolta, spiegabile solo da un’arrogante logica di potere che è passata sopra tutto pur di arraffare le poltrone di Palazzo Gentili.

Il ribaltone ha avuto esiti massacranti per il cittadino comune, che – oggi come oggi – vede lontano un miglio un mondo diventato incomprensibile. E allora si parla già dell’ ombra dell’ astensionismo che veleggia su Viterbo, sospinta da un clima politico intraducibile e fumoso. A circa tre mesi dalla scadenza elettorale il centro-destra organico non c’ è più. La sinistra è spaccata tra mille rivoli.

I Cinque Stelle sono praticamente inesistenti. Se si andasse al voto domenica prossima, la politica rischierebbe una fragorosa debacle. Unica novità, fresca e coerente col cammino iniziato tre anni fa, sembra essere il movimento “Viterbo 2020” creato da Chiara Frontini, che ha già lanciato la sua candidatura a sindaco dopo averlo fatto una prima volta nel 2019. C’ è da giurare che la sua lista sarà bersaglio di mille attacchi e trabocchetti da parte dell’ establishment stanco. Noi siamo certi che saprà rispondere per le rime.

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