PUNTURE DI SPILLO. UNA DONNA A PALAZZO DEI PRIORI. E PERCHÉ NO?

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Alla vigilia della maratona per l’ elezione del nuovo presidente della Repubblica fa capolino anche l’ ipotesi di una donna. E perché no? Quali sarebbero le controindicazioni? Nessuna davvero. Anzi. Una presenza femminile sul Colle più alto potrebbe significare una svolta, nella forma e nella sostanza. Nuova linfa, nuova impostazione, nuova spinta. Su questo nessuno potrebbe obiettare. Poi, ovviamente, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Ma intanto ci si pensa e ci si ragiona.

giovanni masotti
Il Direttore Giovanni Masotti

Siamo certi che un Quirinale dipinto di rosa significherebbe una marcia in più per il paese, le sue emergenze, le sue esigenze. Magari non se ne farà niente, però l’ idea si affaccia, una tentazione. E allora perché non trasferire questa ipotesi appassionante nella nostra città, che ha tanto bisogno di nuove energie e di nuovo entusiasmo? Gli ultimi sindaci maschi hanno fallito. Viterbo è andata indietro. Si è invecchiata, deteriorata e immalinconita. Perché non cercare un’ alternativa al predominio maschile e far salire sullo scranno più alto di Palazzo dei Priori una donna, possibilmente giovane e non legata al cappio dei riti di partito? Siamo convinti che il volta pagina potrebbe costituire un surplus formidabile per la città. Esagerato pensarlo? Forse. Ma serve coraggio per la scelta che si farà nelle urne a maggio. Le forze politiche tradizionali sono in affanno, una maggioranza di centro-destra non c’è più, il Pd è diviso in mille rivoli, Cinque Stelle è poco al di là della soglia di sopravvivenza. Una situazione di scollamento che si presterebbe come non mai all’ incursione di una rappresentante del gentil sesso nella corsa di maggio per Palazzo dei Priori.

I nomi ci sono, ed è inutile ripeterli oggi. Sono perlomeno tre. Ma soltanto uno (lasciamo a voi il compito di “scovarlo”) corrisponde all’ identikit che abbiamo sommariamente tracciato. Una donna giovane, competente e già dotata di esperienza, che si muove al di fuori della cerchia dei “soliti noti” e delle furbizie dei partiti che conosciamo fin troppo bene. La persona adatta c’è. E sarebbe difficile non riconoscerla. Per questo, per ora, non ne ripetiamo il nome. Lasciamo a voi l’ incombenza. Riprenderemo nei prossimi giorni il discorso sulle candidature femminili per le comunali. Sicuri che sarà difficile non uscire da questa sorta di gioco con in mano il nome giusto. Aspettiamo ancora qualche giorno, dunque, e poi “pronti via”. La strada c’è: attende solo di essere percorsa.

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