Quando donare significa salvare una vita

La dottoressa Silvia Da Ros, Direttore del Servizio Immunoematologia e Trasfusione dell’ospedale Belcolle di Viterbo, racconta l’importanza della donazione.

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Donare è sempre fondamentale, ma quando si tratta di sangue o midollo osseo, lo è ancora di più perché rappresenta un atto di generosità che per un bambino o un adulto in difficoltà può fare la differenza. Le associazioni che sostengono e si prendono cura delle persone in questo settore sottolineano come sia importante che sempre più persone si avvicinino alla donazione, intesa anche come buona prassi di prevenzione.

La dottoressa Silvia Da Ros, Direttore del Servizio Immunoematologia e Trasfusione dell’ospedale Belcolle di Viterbo, ci racconta l’importanza della donazione per far stare meglio o addirittura salvare la vita a un’altra persona: “La donazione è fondamentale per la terapia di alcuni pazienti. La donazione del sangue per molte cure e situazioni di emergenza. La donazione di organi e di tessuti, di cellule staminali attraverso prelievi dal midollo osseo, dal cordone ombelicale e dalla placenta, utilizzate per curare leucemie, talassemie ed altri gravi patologie. Senza questo, tanti pazienti non potrebbero essere trattati terapeuticamente in maniera corretta”.

Con l’approssimarsi della stagione estiva si registrano da sempre una serie di condizioni che determinano un allentamento dell’attenzione alle donazioni. Il bisogno però in questo periodo dell’anno resta perfettamente inalterato. “L’attività svolta dal Servizio di Immunoematologia e Trasfusione – continua la dottoressa Da Ros – non ha un variazione in relazione alla stagionalità, le richieste durante tutto l’anno hanno un andamento stabile”.
Nel nostro paese donare il sangue o il midollo osseo è un’attività volontaria, anonima e non retribuita. Il donatore non conosce a chi andrà il suo dono, così come la il ricevente non saprà da chi ha ricevuto la donazione.

Per donare il sangue i requisiti sono: un’età compresa tra 18 e 65 anni (oltre i 65 anni è il medico responsabile della sezione di donatori di sangue a valutare lo stato di salute fino ai 70 anni), peso superiore a 50 kg, buono stato di salute. La valutazione viene effettuata da un medico competente in medicina trasfusionale attraverso un colloquio, una valutazione clinica e alcuni esami. Rispetto al midollo osseo l’età per diventare donatore è compresa tra 18 e 35 anni e la disponibilità rimane valida fino al raggiungimento dei 55 anni.

“Un ruolo fondamentale rivestono le associazioni di volontariato per sensibilizzare sempre più persone nella cultura del dono – dichiara il direttore – Coinvolgere i giovani è il primo punto su cui le istituzioni, Avis, Admo e tutte le altre associazioni, stanno lavorando con serietà e programmazione per mantenere alto il livello di attenzione sull’importanza della donazione. Ci sono beni, infatti, che non possono essere acquistati ed in questo è determinante la comunicazione rivolta alla popolazione, per informare e sensibilizzare a compiere un gesto di solidarietà che in molti casi può salvare la vita, perché sia viva la partecipazione”.

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