Quattro anni fa moriva Marco Vannini. Ancora si cerca la verità

Oggi ricorre il quarto anniversario della scomparsa del ventenne Marco Vannini ed ancora non è chiaro quanto è successo quella tragica notte

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Il 18 maggio del 2015 è morto Marco Vannini. Oggi ricorre il quarto anniversario della sua scomparsa ed ancora non è chiaro quanto è successo quella tragica notte nella villetta di via Alcide De Gasperi a Ladispoli, di proprietà della famiglia Ciontoli. Ora spetterà ai giudici della Cassazione provare a fornire ulteriori chiarimenti.
Quella notte, in quella casa, c’erano, oltre alla vittima, Antonio Ciontoli, il capo famiglia, sua moglie Maria Pezzillo, i figli Martina (fidanzata di Marco Vannini) e Federico, oltre alla fidanzata di quest’ultimo, Viola Giorgini. Quella notte, in quella casa, nessuno ha avuto il cuore di chiamare i soccorsi e di dire quello che era realmente accaduto, ovvero che un colpo d’arma da fuoco aveva colpito Marco ad un braccio. In due distinte telefonate al 118 prima Federico, poi la signora Pezzillo ed infine Antonio Ciontoli, hanno raccontato di un attacco di panico, di un pettine a punta, ma non di un colpo di pistola. Quella notte, in quella casa, si è interrotta la vita di un ragazzo di vent’anni, perché Antonio Ciontoli ha preferito pensare di salvaguardare il proprio posto di lavoro piuttosto che dire la verità su cosa avesse causato il ferimento, e poi la morte, di Marco. Quella notte, in quella casa, è stata modificata più volte quella che in gergo viene definita la “scena del delitto”, perché sono state rimesse a posto le due pistole di Antonio Ciontoli, tra cui quella che ha sparato. E’ stato rimosso e chiuso in un marsupio insieme alle pistole il bossolo fuoriuscito dall’arma al momento dell’esplosione del colpo. E’ stato tolto Marco dalla vasca da bagno e portato in camera, dove gli sono stati asciugati anche i capelli. E’ stato vestito e trasportato al piano sottostante. Quella notte, in quella casa, è successo tutto questo. Ed è inconfutabile, perché ci sono prove emerse in maniera lampante che sono lì a dimostrarlo. Non ci sono blog di “giusti processi” che possono smentirlo. Saranno i giudici a stabilire se Marco è morto per colpa o per dolo.
Ma quella notte, in quella casa, è stato commesso un omicidio.

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