Quattro domande quattro per dissipare i dubbi su gestione e prevenzione della pandemia, urgono risposte

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“Basta dichiarazioni non corrispondenti alla realtà”.

Giusto. La frase scritta nel comunicato dai consiglieri comunali del Pd – Alvaro Ricci, Francesco Serra, Lina Delle Monache e Mario Quintarelli – sulla gestione della pandemia da parte della Asl è condivisibile.

Però si presta all’interpretazione sia di chi plaude all’operato dell’azienda sanitaria sia di chi, anche all’interno della stessa Asl, lamenta scarsa trasparenza.

E tacciare coloro che, con dati alla mano, evidenziano delle criticità come i cattivi che se la prendono con medici e operatori sanitari è becera strumentalizzazione.

Nessuno mette in dubbio la straordinaria abnegazione di medici e operatori sanitari, che lavorano in prima linea mettendo a rischio la loro stessa incolumità, ma alcune incongruenze gettano ombre sul fatto che la Asl sulla gestione della pandemia sia riuscita a tenere “sempre tutto sotto controllo”.

A tale proposito rivolgiamo quattro domande ai consiglieri Pd.

1 Sono a conoscenza della lettera in cui il dottor Chiatti, il 24 ottobre, parlava di un Rt in provincia vicino al 2, e il tecnico Alesini – responsabile Spt – il 27 ottobre conferma che Rt è pari a 2? Però il dato ufficiale, il giorno successivo, parla di un Rt sceso a 1,7. Di quella lettera non si è più discusso.

2 Continuano tutt’oggi ad avvenire contagi all’interno di Belcolle. Sia medici che pazienti sani all’ingresso contraggono il virus tra le mura dell’ospedale, si parla addirittura di focolai scoppiati all’interno di alcuni reparti. Secondo voi ciò non rappresenta una falla nel sistema di prevenzione? In quello stilato prima di marzo il rischio di pandemia non era previsto, nonostante Belcolle disponga di un Disaster Manager.

3 Sempre in merito al sistema di prevenzione: dopo 9 mesi non si sa più nulla delle indagini attinenti la malattia professionale. Nel frattempo le denunce presentate da diversi operatori sanitari non si fermano, secondo voi non c’è una falla? L’attuale sistema di prevenzione protegge sia operatori sanitari che pazienti?

4 E’ stato confermato dalla stessa Asl che i risultati dei tamponi, molte volte, arrivavano tra i 5 e i 7 giorni di distanza. Verosimilmente quindi i bollettini, nel periodo tra agosto e novembre, non rispecchiavano la situazione reale, andando a sottostimare il numero di casi giornalieri. Non ritenete che con un sistema che potesse consentire di sapere tempestivamente l’esito dei tamponi si sarebbero potute evitare determinate situazioni di rischio?

E come si usa nelle lettere commerciali, restiamo in attesa di un cortese cenno di riscontro. Magari anche dalla Asl.

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