Il sorriso e la bandiera europea riassumono la vita, la passione e il suo impegno prima come giornalista, poi come uomo politico. Quel sorriso, che non gli è mai mancato, e che in tanti hanno ricordato.

Quel sorriso era la diplomazia di David Sassoli, “il presidente buono”

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Daniela Bizzarri e David Sassoli

Quel sorriso era la diplomazia di Sassoli, “il presidente buono”. Sorrideva anche quando i giornalisti lo stuzzicavano con domande che lo avrebbero indotto a pungere gli avversari politici. Sorrideva quando, nel suo sacro ruolo istituzionale, accoglieva leader di forze politiche che si battevano per un’Europa opposta alla sua. E oggi tutti, in primis quegli avversari, gli riconoscono la lealtà nelle azioni, l’eleganza nei modi, la coerenza nei valori. Sassoli era benvoluto, anche da chi lavorava per l’Istituzione che lui guidava. E che era così orgoglioso di essere riuscito a mantenere viva e operativa anche nei momenti più bui e difficili della pandemia.

Sassoli aprì il Palazzo europeo alle donne in pieno lockdown.

David Sassoli ringraziò subito chi era capace di fare “piccoli gesti di solidarietà concreta” e così decise di fare anche lui aprendo il Palazzo dove era presidente “il nostro Parlamento apre le sue cucine per preparare fino a 1000 pasti al giorno per i senza fissa dimora e i volontari e nei nostri locali di Bruxelles saranno ospitate anche 100 donne vulnerabili”

Era il 16 Aprile 2020 e con queste parole, cariche già di fatti di cui qui alleghiamo qualche immagine, l’allora presidente del Parlamento europeo apriva la plenaria a Bruxelles. L’Europa fronteggiava i primi mesi dell’inizio di una pandemia che sarebbe stata ancora più devastante nei mesi a seguire, e già allora capì che le porte delle istituzioni europee dovessero restare aperte, restare vicino ai cittadini, e soprattutto a quelli più svantaggiati. Tra loro c’erano quelle 100 donne “vulnerabili”, quel mondo femminile che lo guardava con ammirazione e che lui ricambiava con sguardi d’attenzione, donne che in Italia lo avevano amato nel volto schietto e autorevole del Tg1 e verso il quale rivolgeva le premure del cronista, uno sguardo sempre attento alle problematiche della discriminazione e alla piaga del femminicidio.

Sassoli fece in modo che fossero aperte le porte dei palazzi istituzionali a Strasburgo e in Lussemburgo dove assicurò l’utilizzo dei locali del Parlamento per ogni attività legata all’emergenza. “Sono le città che ci ospitano – spiegò – a cui dobbiamo riconoscenza”. Sapeva che quello di tenere aperto e funzionante il Parlamento era uno sforzo, ma voleva che le istituzioni diventassero punto di riferimento soprattutto nei momenti particolarmente difficili come quello della pandemia da Coronavirus che -dopo la Cina – si abbattè sull’Europa, prima che in ogni altro continente.

“Come Parlamento Europeo, abbiamo dato l’esempio trasformando uno dei nostri edifici in un centro temporaneo per ospitare le donne particolarmente vulnerabili colpite dalla crisi del Covid-19”.

E allora ciao David, anche da me che ho avuto l’onore e il piacere di conoscerti, di trascorrere con te sia a Viterbo che al Parlamento Europeo, alcuni momenti piacevoli. Non hai mai fatto pesare la differenza tra noi piccoli provinciali e tu il PRESIDENTE.

Grazie David per quello che ci hai regalato e insegnato in questi anni (troppo pochi), e cercheremo di farne tesoro.

 

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