Giovanni Cento, del Comitato civico "liberiamo le vie Cardinale La Fontaine e via del Gonfalone dalle macerie", chiede risposte all'assessore Laura Allegrini

“Quella del palazzo crollato è una questione pubblica, spiace che l’assessore non lo comprenda”

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Continua a far discutere lo stato del palazzo crollato nel 2018 in via Cardinal La Fontaine, nel centro storico di Viterbo, e del cantiere ad esso annesso. Nei mesi si sono susseguite le proteste dei residenti della zona, di cui si è fatto portavoce anche il signor Giovanni Cento, rappresentante del Comitato civico “liberiamo le vie Cardinale La Fontaine e via del Gonfalone dalle macerie”.

Cento ha dichiarato che “in merito alle affermazioni dell’Assessore Allegrini pubblicate su ‘Quinta Epoca’ il 9 giugno 2020, sono sorte molte perplessità a cui necessiterebbe una risposta”. Nell’articolo a cui si fa riferimento, l’assessore al Centro Storico e Lavori pubblici Laura Allegrini ha chiarito che l’impalcatura sulla via è assolutamente regolare e che i proprietari del palazzo crollato hanno da poco consegnato l’autorizzazione per ricostruire.

Il sit-in dei residenti di Via Cardinale La Fontaine

I dubbi evidenziati da Cento riguardano innanzitutto le modalità della riapertura di via del Gonfalone, che come da lui stesso affermato, “non è una questione ‘privata’ che danneggia solo un confinante, ma riguarda tutti i cittadini perché è una strada pubblica e oltre per l’accesso alle abitazioni vi sono vari garage, la casa parrocchiale ed attività commerciali che da due anni subiscono danni e disagi come tutti quelli che utilizzavano la strada di collegamento tra via Cardinale La Fontaine e via San Pellegrino. Anche i turisti – prosegue Cento – sono danneggiati per lo scempio della confinante chiesa del Gonfalone e anche via Cardinale La Fontaine e via del Lauro sono ostacolate, così come le attività commerciali su via Cardinale La Fontaine”.

Il secondo punto riguarda le impalcature. “Visto che i proprietari del palazzo hanno ritirato da poco l’autorizzazione a costruire, perché le impalcature sono lì dal 2018? – si domanda Cento – e se la proprietà non ricostruisse il palazzo perché non ha interesse a costruire ora o possibilità economiche dato l’imponenza del fabbricato, le impalcature rimarranno nelle attuali condizioni in eterno?”.

Aggiunge poi il rappresentante del Comitato civico: “Viste le lungaggini burocratiche e le esigenze pubbliche, perché non vengono liberate le strade e impalcature rimontate quando inizieranno realmente i lavori? Il Comune dice che non farà i lavori in danno, ma questi sono previsti da ben 3 ordinanze del Sindaco – e ancora – se non vuole dare attuazione ai lavori in danno perché non viene fatta la denuncia ai sensi dell’art. 650 cp come previsto dalle ordinanze stesse? Sgomberare le strade dalle impalcature non ha nulla a che vedere con la responsabilità del crollo, peraltro il perito del tribunale ha terminato il suo lavoro a settembre del 2019 – prosegue Cento – e se è stata accertata la regolarità della impalcatura, l’Assessore abbia la cortesia di far mostrare il documento che lo accerti”.

Il palazzo crollato deturpa l’area e l’impalcatura “censura” la Chiesa del Gonfalone

Infine, il signor Cento ringrazia la Consigliera Patrizia Notaristefano (Viterbo 2020) per il suo intervento durante l’ultimo Consiglio comunale in cui chiedeva informazioni sullo stato dell’arte del cantiere della via. “Non risulta però – spiega Cento – che il Sindaco abbia risposto per iscritto alla interrogazione sempre scritta del Consigliere e Capogruppo del Movimento 5 stelle Massimo Erbetti presentata nel novembre 2019, che si trova l’occasione per ringraziare”.

“Quindi, come è ben chiaro il problema del palazzo crollato in via Cardinale La Fontaine non è per nulla una questione privata ma pubblica – conclude il rappresentante del Comitato civico – spiace che l’Assessore non lo comprenda. Attendiamo fiduciosi con tutti i cittadini viterbesi e turisti risposte e fatti concreti ai problemi sopra indicati per la tutela e salvaguardia del pubblico interesse e dei diritti dei cittadini”.

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