La triste parabola politica dei grillini, sempre più vicini a toccare il sottosuolo, si arricchisce di un nuovo particolare: pur di non andare a casa sono pronti a riesumare Clemente Mastella. Ma non erano quelli del cambiamento?

“Quelli del cambiamento” hanno riesumato Mastella pur di rimanere incollati alle poltrone

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CLEMENTE MASTELLA SINDACO BENEVENTO

Crisi o non crisi? Alle 17:30 (quando inizierà la conferenza stampa di Matteo Renzi) lo scopriremo. Ma, aldilà della crisi, quello che più colpisce in queste ore è la disperazione dei grillini. Proprio loro, quelli che si sentivano i padroni del Governo, ora dovranno fare i conti con quello che è sempre stato il vero padrone del secondo Governo Conte: Matteo Renzi.

L’ex premier fiorentino, teoricamente, dovrebbe dare il via alla crisi facendo dimettere le sue due ministre, la Bellanova e la Bonetti, insieme al sottosegretario Scalfarotto. Il tutto dovrebbe essere accompagnato da una lettera di dimissioni, che verosimilmente sarà svelata nelle prossime ore.

Ora per Giuseppe Conte e per i grillini inizia davvero a mettersi male. Stamattina Beppe Grillo ha voluto fare la sua ultima mossa: proporre un patto che coinvolga tutti i partiti, andando ad unire maggioranza e opposizione. Il centrodestra, naturalmente, ha risposto picche.

Ed allora, se Conte stesso ha già detto che, in caso di crisi, non ci saranno altre maggioranze con Italia Viva, cosa succederà? La risposta si trova in questa parola: responsabili.

L’idea disperata dei grillini, pur di non staccare le natiche dalle poltrone, è quella di riesumare i resti fossili di Clemente Mastella, un vero e proprio dinosauro della politica italiana nonché la copia sbiadita di Renzi, in quanto, nel 2006 con l’Udeur, si rese protagonista del voltafaccia a Romano Prodi. Insomma, quelli che dovevano rappresentare il cambiamento della politica italiana si sono ridotti talmente male da dover chiedere aiuto ad uno come Mastella? Che finaccia.

Al buon Mastella, galvanizzato dalla richiesta dei grillini, non resta che mettersi all’opera nella speranza di trovare un manipolo di parlamentari e senatori pronti a giurare fedeltà a Giuseppe Conte per portare a termine la legislatura.

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