Questa mattina a La Quercia attentato alla salute pubblica…

Come ormai è prassi consolidata, la macchina spazzatrice è preceduta da un addetto munito di una diabolica macchina soffiatrice, che convoglia verso il centro della strada la spazzatura che poi è prelevata dalla macchina spazzatrice

979

sagginiSaranno state circa le 9,30 di questa mattina quando nella ridente frazione di La Quercia, gli addetti di Viterbo Ambiente si sono messi all’opera per spazzare le strade e le piazze. Come ormai è prassi consolidata, la macchina spazzatrice è preceduta da un addetto munito di una diabolica macchina soffiatrice, che convoglia verso il centro della strada la spazzatura che poi è prelevata dalla macchina spazzatrice.

Devo riconoscere che la macchina spazzatrice “piscia” anche un filo d’acqua per bagnare le spazzole che fungono da scopa, ma che non possono eliminare alla fonte le nuvole di polvere sollevate dalla macchina soffiatrice. L’addetto alla diabolica macchina soffiatrice è dotato di idonea mascherina, che gli impedisce di respirare la polvere contenente microbi, batteri e ogni altro veleno che si può inalare respirando.

I poveri pedoni invece non hanno mascherine e non sono neanche avvertiti in alcun modo, del pericolo che stanno correndo in quel momento. Intanto, le nuvole di polvere che sollevava l’addetto alla diabolica soffiatrice, si alzavano nel cielo e tanti pedoni le attraversavano, senza rendersi conto del pericolo che stavano correndo. L’addetto alla spazzatrice quando ha visto che lo stavo fotografando mi ha suonato facendomi cenno di avvicinarmi. Ho finto di non vederlo.

Allora spazientito, mi ha ancora suonato gesticolando di avvicinarmi a lui. Io l’ho ancora ignorato. Allora è sceso dall’automezzo e mi ha chiesto cosa stessi facendo. “Sono un giornalista di “lamiacittanews” e sto documentando il modo poco urbano, con il quale state facendo pulizie.” Ho detto. “Allora dobbiamo lasciare sporco?” mi ha risposto. “No”. Ho detto io. “Dovete trovare un modo che sollevi meno polvere”.

Mentre parlavamo si è avvicinato l’addetto alla diabolica macchina soffiatrice che mi ha minacciato dicendo: “Se nella foto mi riconosco la denuncio!”. Gli ho risposto che l’avrei denunciato anche io per il veleno che mi stava facendo respirare. In questo contesto un poveretto sulla sedia a rotelle che si godeva il fresco, mi diceva: “Mi fanno respirare questa polvere che avvelena. Poveri noi!”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui