“Questo matrimonio non s’ ha da fare”: più di 17 mila nozze annullate in Italia!

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“Questo matrimonio non s’ha da fare nè domani nè mai!” Intimavano in tono minaccioso i bravi a don Abbondio.
A causa di un’altra minaccia, quella del coronavirus, ben 17 mila matrimoni sono stati annullati in Italia, tra marzo e aprile, e altri 50 mila sono in forse, tra maggio e giugno.

Un settore che, con la sua filiera, vale quasi 25 miliardi di euro.

Anche a Viterbo sono tanti coloro che hanno deciso di non convolare più a nozze in questo anno e rimandare il matrimonio a data da destinarsi, a seconda dell’andamento della diffusione del virus.

Grande disagio è espresso dai fiorai viterbesi, dai fotografi, da chi vende abiti da sposa e da cerimonia, da chi si occupa delle bomboniere, dai ristoranti.
Con le cerimonie annullate, i guadagni diminuiscono.

Il rimandare una festa, secondo Assoeventi, associazione di Confindustria, comporta in Italia una perdita di 26 miliardi. Il business dei matrimoni, nel nostro Paese, vale circa 40 miliardi di euro l’anno, tra abiti, arredi, bomboniere, fiori.

Poche coppie hanno scelto di sposarsi ugualmente, con guanti e mascherina e rimandare la vera festa con parenti e amici dopo le nozze.

Molti dei matrimoni previsti nel 2020 saranno posticipati al 2021 che, secondo alcuni wedding planner «sarà l’anno dei matrimoni infrasettimanali e invernali, perché la maggior parte delle date era già impegnata».

La difficoltà per gli sposi e per i wedding planner, al momento, è quella di riuscire a trovare una nuova data in cui tutti i fornitori siano disponibili.

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