Esclusiva!

Rabbia Camilli: “Mio figlio un aggressore? Una vergognosa montatura… Denunciamo per calunnia il signor La Cava. Basta questo calcio!”.

Al rientro nel tunnel dello stadio, scambio di insulti tra lui e Luciano Camilli - che l' aveva preso per un braccio - e qualche spintone.

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Quanta amarezza, quanta delusione, quanta rabbia nelle parole di Piero Camilli alla notizia del durissimo provvedimento adottato dal giudice sportivo Taiuti nei confronti del figlio Luciano, vice-presidente della Viterbese, giudicato senza troppi complimenti – e senza troppe verifiche e accertamenti – responsabile di avere aggredito, nel tunnel che porta agli spogliatoi, il presidente dell’ Arezzo Giorgio La Cava nel prepartita del match di ieri sera al Rocchi. Il patron degli amaranto toscani si era appena dedicato a galvanizzare dal campo i suoi tifosi, davanti alla tribuna riservata agli ospiti e, tornando sui suoi passi, non aveva mancato di rivolgersi provocatoriamente alla curva dei sostenitori dei padroni di casa con gesti e parole non proprio amichevoli.
Giorgio La Cava, presidente del SS Arezzo
Al rientro nel tunnel dello stadio, scambio di insulti tra lui e Luciano Camilli – che l’ aveva preso per un braccio – e qualche spintone. Tutto qui. E senza che ci fosse alcun testimone ad assistere al diverbio. Ma, a questo punto – secondo quanto raccontato poco dopo al padre dal figlio “aggressore” – ci sarebbe stata la sceneggiata di La Cava. Dopo aver percorso tranquillamente una decina di metri in piedi, il presidente aretino si sarebbe gettato per terra, invocando un’ ambulanza (al Belcolle gli sono state riscontrate lievi escoriazioni, altro che “violento pugno” in testa!)
Dopo avermi sintetizzato nei particolari la sequenza dei fatti – che sono costati 30 mila euro di multa alla società e l’ inibizione al figlio di ogni attività dirigenziale per cinque anni – il Comandante si sfoga per la prima volta, a quasi 24 ore dall’ accaduto: “Quello che è accaduto ci allontana definitivamente da questo mondo, da questo calcio. E’ stata una montatura vergognosa e squallida! – sbotta Camilli – Ti ho raccontato la verità… E noi dobbiamo passare per quelli che non siamo?! E’ stato dato credito a un fallito come La Cava, che cercava il suo momento di gloria e ha recitato il ruolo della vittima… Noi non ci stiamo. E, da privati cittadini, quereliamo per calunnia questo signore e chi ha dato per buona la sua versione. Ora, basta davvero! Ma è ancora sport, questo?!”.
Cosi’ Piero Camilli. Non abbiamo nessuna ragione di non credere nella sua buona fede.

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