Raccomandate e bollette in ritardo, ma per sindaco e sindacati non c’è problema

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Poste

VITERBO – Pacchi e bollette che arrivano in ritardo, e gente che non ne può più per i disservizi postali. Postini che sono sotto organico e che hanno dei contratti a tempo determinato (il che non aiuta a crescere in professionalità). Ma il sindaco Giovanni Arena getta acqua sul fuoco: “Al Comune non sono arrivate lamentele ufficiali da parte degli utenti”. E neanche i sindacati (per lo meno una delle tre sigle confederali) sono troppo preoccupati.

“Il modello di recapito è cambiato il 22 ottobre scorso – spiega Alessio Tosoni della Uil Poste -, e ci vuole tempo affinché le Poste si organizzino e il sistema funzioni meglio. D’altro canto, in vari incontri a Roma con i vertici aziendali delle Poste, abbiamo sollevato degli argomenti che saranno risolti, su questo non c’è dubbio, ma nessuno ha la bacchetta magica”.

Di solito, quando ci sono dei nodi di questo genere (bollette che arrivano a ridosso della scadenza di pagamento, atti giudiziari nel limbo delle consegne, pacchi introvabili, lettere e documenti spariti, ricevute di ritorno che non si trovano) la causa, o la scusa, principale è la carenza di postini. In questo caso specifico, invece, il sindacalista della Uil afferma che “il personale non manca e le cose piano piano si sistemeranno”.

Sul quando, Tosoni non può dare certezze: “Il recapito è l’ultimo anello di una catena: il prossimo passo coinvolgerà invece l’alimentazione del recapito”. In parole povere, quando le centrali operative funzioneranno meglio (nel Lazio il centro che alimenta il recapito è a Fiumicino), anche le consegne in periferia, cioè a Viterbo e nelle altre province della regione, arriveranno con maggiore puntualità. Insomma, una nuova organizzazione aziendale di Poste spa comporta un fisiologico periodo di ambientamento da parte del personale addetto alle consegne.

Infine, quali sono i comuni della provincia dove si riscontrano i maggiori problemi di recapito? “Civita Castellana, Canino, Marta, Capodimonte, due zone di Montefiascone, Orte”, risponde il sindacalista. E Viterbo? “Beh, essendo il centro più grande, con maggior numero di utenti da servire, l’impatto nel capoluogo si sente più che altrove”.

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