Raddoppio della linea Roma-Viterbo, FdI Oriolo: “La nostra zona tagliata fuori”

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Treni

Zingaretti, il 23 aprile scorso, ha deciso di puntare su Frosinone per l’alta velocità, spegnendo di fatti le speranze di vedere la stazione nella Tuscia. Ma, come potete immaginare, non è solo questo ciò che ha disposto la Regione Lazio: c’è anche il raddoppio della Roma-Viterbo, ma il gruppo di Fratelli D’Italia Oriolo Romano non ci sta:

“Apprendiamo con grande rammarico – si legge nel comunicato di FdI – l’ennesimo sgarbo che la Regione Lazio, a guida PD, rifila al territorio della Tuscia, ufficializzando si definitivamente il raddoppio della linea Roma-Viterbo, ma solo nel tratto da Cesano a Bracciano. Il risultato di questa scelta è sicuramente un importante risultato per l’intero comprensorio della zona a Nord di Roma”.

“Con la stessa obiettività però – proseguono – non possiamo non evidenziare alcune perplessità su questa scelta, ora messa nero su bianco: sicuramente il trasporto su ferro è un pilastro portante per il trasporto pubblico, importante per chi viaggia su questa tratta. Questo perché fino ad oggi tutti gli interventi di raddoppio realizzati sulla tratta Roma-Viterbo, sono stati pensati esclusivamente nell’ottica e negli interessi di Roma Capitale.

Ma anche la nostra zona, la nostra provincia e i suoi pendolari hanno comunque delle necessità, soprattutto visto e considerato il grande bacino di utenza che la stazione ferroviaria di Oriolo ha quotidianamente. La nostra stazione è punto di riferimento assoluto nel collegamento con Roma per chi abita nei comuni di Oriolo Romano, Vejano, Barbarano Romano, Bassano Romano, e per chi vive in questa zona entrare a Roma è comunque difficoltoso, sia che questo avvenga su gomma oppure su ferro e la situazione non potrà che peggiorare una volta tornati alla normalità.

In che modo il raddoppio fino a Bracciano andrà a risolvere questa situazione? Sinceramente non troviamo risposte a questo quesito.

Sicuramente la ricaduta positiva si avrà sul turismo del lago di Bracciano, mentre i comuni della bassa Tuscia Viterbese, come il nostro ad esempio, non avranno alcun vantaggio e rimarranno così tagliati fuori da quella che sarebbe potuta essere una opportunità per collegare adeguatamente la nostra zona con il bacino della capitale.

Concludiamo con l’amara consapevolezza che le decisioni calate dall’alto come avvenuto in questo caso, dimostrano quanto chi gestisce l’istituzione regionale difficilmente riesce davvero ad intercettare le reali esigenze della cittadinanza e del nostro territorio”.

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