Dall'aggressione a San Faustino all'omicidio di Roma

C’è sempre di mezzo la droga. Il mostro che uccide e fa uccidere!

Dietro l'omicidio a bruciapelo, il tentativo di vedere della droga, come avvenne tra le vie di San Faustino

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Via della Pettinara, adiacente a piazza della Rocca

Sono stati presi poche ore fa i due sospettati killer di Luca Sacchi, il ragazzo 25enne che tre giorni fa è stato ucciso a bruciapelo davanti agli occhi della fidanzata, a Roma. Dietro allo scellerato gesto, una dinamica che ricorda molto da vicino quel che il 13 ottobre è accaduto a Viterbo, a via della Pettinara, nel quartiere San Faustino.

Volevano vendergli la droga, come avevano provato a venderla i due aggressori viterbesi dell’orvietano che attualmente combatte ancora tra la vita e la morte in ospedale. Il rifiuto da parte di entrambi, avrebbe fatto scattare qualcosa negli spacciatori, anche nel caso di Roma, due ragazzi del luogo.

A tradire i due presunti assassini romani, i ventenni Valerio del Grosso e Paolo Pirino, questi i nomi divulgati dalle forze dell’ordine dopo il fermo, sarebbe stata la madre di uno dei due. Le parole della donna avrebbero fatto capitolare il figlio, cosa che successivamente ha permesso alle forze dell’ordine di disporre il fermo.

Una escalation di violenza, legata ancora una volta alla droga, che si consuma anche stavolta nel sangue più rosso. A Roma ci ha rimesso la vita un ragazzo. A Viterbo la rischia un uomo di cinquant’anni. Entrambi i casi ci fanno riflettere. Ci mostrano un mondo violento e vicinissimo.

Il capo della polizia di Roma, Franco Gabrielli, ha tentato di sdrammatizzare. “Roma non è Gotham City”, ha dichiarato ai giornalisti della Capitale. Eppure, non bisognerebbe neanche prendere troppo sottogamba tali avvenimenti.

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