Fonti politiche assicurano che oggi ci sarà un intervento delle forze di polizia. Dalla Questura non confermano e non smentiscono: “Stiamo valutando il da farsi”

Rave al lago di Mezzano, c’è odore di sgombero

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VALENTANO – Se finora è stata scelta la strada della mediazione, adesso è forte la percezione di un intervento più deciso. Di uno sgombero vero e proprio delle migliaia di partecipanti al rave party in corso da venerdì mattina al lago di Mezzano.
Dalla Questura, che coordina le operazioni di ordine e sicurezza pubblica, le bocche sono cucite, ma stando a quanto riferiscono fonti politiche oggi si leveranno le tende. (E non solo nell’accezione metaforica dell’espressione).


In molti, in realtà, hanno battuto la ritirata all’indomani del ritrovamento del corpo senza vita di Gianluca Santiago: il cadavere del 24enne anglo-emiliano era stato trovato lunedì alle 13: intorno alle 19,30 di domenica si era immerso nel lago e aveva fatto perdere le sue tracce, fino al tragico rinvenimento.
“Il grosso, però, è ancora lì”, fanno sapere dagli ambienti investigativi. Per questo l’intervento – qualora sia davvero stato predisposto per la giornata di oggi come assicura qualche politico nazionale – non sarebbe privo di rischi; ma la situazione non è più sostenibile. Oltre al fatto che si sta devastando una’ area naturale e privata (qui insiste un’azienda agricola e una villa di proprietà dell’imprenditore Piero Camilli), queste migliaia di ragazzi si stanno facendo male da soli. La notizia della prima vittima c’è stata ad appena un paio di giorni dall’inizio del rave clandestino e, a questo, si sono aggiunte nella giornata di ieri tutta una serie di circostanze che, se fossero confermate, aggraverebbero ulteriormente tutta la faccenda.
Ci riferiamo, in particolare, al secondo morto e alla storia della violenza sessuale che sarebbe stata perpetrata ai danni di una ventenne italiana da parte di un giovane tedesco.
Entrambe le notizie non trovano conferme ufficiali. Anzi, dagli uffici di piazzale Romiti le definiscono “fantasie”, invitando la stampa alla verifica delle notizie prima della loro pubblicazione. Fatto sta che, ieri pomeriggio, su gran parte dei quotidiani anche nazionali, campeggiava “Un altro morto al rave delle polemiche”.

Pesanti, intanto, potrebbero anche essere le conseguenze derivanti dalla minaccia del Covid: pare che uno dei tre ragazzi finiti in ospedale in coma etilico sia risultato positivo al tampone. Un caso isolato? Nossignori, perché gli amici con cui ha viaggiato sono al party e il focolaio potrebbe essere già innescato tra i partecipanti. “E non solo lì”, attacca Camilli, che è pure sindaco di Grotte di Castro: “Questi ragazzi girano per i paesini con i loro cani, vanno al bar. Fanno la spesa”.

L’ex patron della Viterbese e del Grosseto avrebbe già presentato denuncia per danneggiamento e pare sia intenzionato a chiedere un risarcimento al Viminale. L’esposto finirà sulle scrivanie dei magistrati viterbesi, che già indagano per omicidio colposo per la morte di Santiago. Le cause del decesso appaiono piuttosto chiare: il giovane si è tuffato e non è più riemerso, ma si tratta di un atto dovuto.


“Lo sgombero è impossibile: ci sono migliaia di partecipanti sparpagliati su un’estensione di 30 ettari e il contesto operativo è quello che è”, ha spiegato a Repubblica.it il questore Giancarlo sant’Elia. “Abbiamo commesso errori? Non intendo rispondere. Abbiamo aperto una trattativa per chiudere questa storia nel modo più indolore possibile e su questo punto abbiamo l’appoggio del prefetto e del Viminale. Volevano restare qui fino al prossimo lunedì. Ma speriamo – spiega in conclusione Sant’Elia, come riportato da Repubblica.it – che i contatti stabiliti con gli organizzatori, un gruppo di francesi, diano frutti in pochissimi giorni”.


Giusto ieri, il questore di Viterbo ha ricevuto il plauso dal Mosap (Movimento sindacale autonomo di polizia) per la scelta della mediazione messa in atto. “Le strade da intraprendere erano solo due a fronte dell’improvvisa ‘invasione’ di Ferragosto: usare la forza o usare la testa”, ha spiegato il segretario generale Fabio Conestà. “Sant’Elia, ha scelto di usare la testa e mediare con gli organizzatori del rave party, non facendo mancare presidi di uomini e mezzi atti a garantire che più nessuno si aggreghi ai luoghi e a scongiurare disordini. Crediamo che quella del questore sia stata una scelta responsabile che oltre a limitare i danni e problemi di ordine pubblico, ha già dato i suoi frutti in quanto gli organizzatori lasceranno l’area prima del previsto e molti dei partecipanti sono già andati via”.

La Questura di Viterbo

L’ufficializzazione dello sgombero, come accennato prima, non c’è. Certo è, tuttavia, che ieri nei piani alti della Questura si sono svolte una riunione dietro l’altra. “Stiamo valutando il da farsi”, hanno riferito a fine giornata, non smentendo di fatto la possibilità dello sgombero. Oggi.

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