Reddito di maternità, ridare dignità alle madri

"Reddito di maternità per ridare dignità alle madri". Stamattina, dalla sala del Teatro del Murialdo, lo hanno lanciato a Viterbo - uno a fianco all' altro - il vescovo Don Lino Fumagalli e il leader nazionale del "Popolo della Famiglia" Mario Adinolfi.

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Reddito di maternità per ridare dignità alle madri. Stamattina, dalla sala del Teatro del Murialdo, lo hanno lanciato a Viterbo – uno a fianco all’ altro – il vescovo Don Lino Fumagalli e il leader nazionale del “Popolo della Famiglia” Mario Adinolfi, promotore della relativa proposta di legge popolare.

Presenti gli assessori comunali Antonella Sberna e Alessia Mancini, i consiglieri Patrizia Notaristefano e Gianmaria Santucci e il parlamentare Mauro Rotelli, il vescovo ha esordito sottolineando che “il problema che abbiamo, non solo nella Tuscia ma in tutta Italia, è l’ alto tasso di mortalità e il conseguente timore, da parte di molte famiglie, di decidere di procreare. Questa proposta di legge – ha spiegato Don Lino – può allora essere un modo per tutelare le madri e i figli. Un modo e un simbolo… 96mila euro alle donne madri (1000 euro al mese per 8 anni) potrebbero consentire di riportare la figura materna al posto che merita e di incentivare le nascite”.

“I cattolici – ha incalzato Adinolfi – devono una buona volta svegliarsi, lavorare per un bene e un obiettivo comune ritrovando le ragioni per unirsi in battaglie di fondo. Per questo ringrazio gli amministratori e i politici viterbesi che hanno voluto essere qui presenti, i quali – anche se membri di altri partiti – dimostrano di avere a cuore come noi il grave problema della denatalità”.

La proposta di legge – lo accennavamo – chiede l’ introduzione di un’ indennità esentasse di mille euro al mese per i primi otto anni di vita del figlio (rinnovabili alla nascita del secondo figlio) e di vitalizi in caso di quattro figli o di nascita di un figlio disabile.

Il leader del “Popolo della Famiglia” si è scagliato contro il morbo della “convegnite” e ha invece invitato a cercare in dislogo serio e concreto, teso al fare. “Quei 1000 euro al mese – ha evidenziato – non servono tanto al mantenimento delle madri, quanto a ridare dignità e diritti alla maternità e al suo ruolo. I soldi investiti per il reddito di cittadinanza sarebbero stati molto meglio utilizzati se indirizzati verso l’ indennità di maternità. Stiamo girando l’ Italia per promuovere questa proposta di legge in cui crediamo fermamente”.

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