Plebiscito per Zaia in Veneto, in Toscana il Pd trema ma vince. Riconfermati Toti, De Luca ed Emiliano, rimangono a bocca asciutta i 5 Stelle. Oggi scrutinio in Valle d'Aosta

Referendum, passa il “Sì” con quasi il 70%. La partita delle Regionali finisce 3-3, alle suppletive trionfa il centrodestra

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I risultati sono ormai ufficiali, i vincitori hanno rilasciato dichiarazioni esultanti già dalle prime ore della serata di ieri. Per quanto riguarda il Referendum costituzionale si è affermato, come previsto, il “Sì” con un vero e proprio plebiscito: circa il 70%. Il “No” fermo attorno al 30%.

Il promulgatore più accanito della riforma, Luigi Di Maio, ha dichiarato: “Quello raggiunto oggi è un risultato storico. Torniamo ad avere un parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno”. Nicola Zingaretti, anch’egli sostenitore del Sì, ha invece affermato: “Con la vittoria del Sì si apre ora una stagione di riforme: lo vogliamo e con gli alleati faremo di tutto perché vada avanti spedita”. Si esprime diversamente la Lega: “I 5 stelle hanno chiesto il voto per il SI finalizzato ad avere istituzioni più efficienti con un Parlamento di solo 600 eletti. Il Popolo sovrano ha scelto. Ora la logica conseguenza sarebbe che si sciogliessero le Camere per sperimentare finalmente l’efficienza conquistata con la riforma”.

Il dato più interessante, per quanto riguarda sempre il referendum, è il seguente: all’interno dei partiti di centrosinistra è stato il no a prevalere. Segnale che non tutti gli elettori hanno gradito l’avvicendamento con l’ideologia pentastellata.

Per quanto riguarda le Regionali, la partita si è conclusa – in attesa dei risultati della Valle d’Aosta, previsti oggi – con un pareggio per 3-3: le Marche passano per la prima volta nella storia repubblicana al centrodestra grazie alla vittoria di Francesco Acquaroli (FdI), Luca Zaia (Lega) in Veneto surclassa il candidato del Pd Arturo Lorenzoni con una maggioranza bulgara mentre fallisce malamente l’alleanza Pd-5s in Liguria, dove Giovanni Toti batte Ferruccio Sansa e si riconferma governatore.

Dal canto suo il Pd, pur soffrendo, mantiene la Toscana, dove Eugenio Giani sconfigge Susanna Ceccardi grazie al voto compatto della sinistra. I dem si riconfermano anche in Campania, dove vince Vincenzo De Luca con un consenso vicino al 67%, inconsistente la campagna di Stefano Caldoro. Stessa sorte, ossia la riconferma del governatore uscente, per la Puglia, dove Michele Emiliano trionfa anche grazie (forse) al voto disgiunto. Raffaele Fitto ci ha provato ma anche qui l’offensiva del centrodestra è stata piuttosto debole.

I Cinque Stelle sono ormai in caduta libera, nessun candidato realmente in partita ed una media che si attesta attorno al 9%. Non proprio il massimo per il partito di maggioranza di un governo che vuole campare altri tre anni.

Il dato, tuttavia, va contestualizzato: basti pensare che se oggi si fosse votato per le politiche il centrodestra avrebbe raggiunto il 49,8% con la Lega primo partito (26,2%) e FdI (16,1%) addirittura davanti il Movimento 5 Stelle (15,7%). Il Pd si fermerebbe al 20% con Italia Viva appena sopra la soglia di sbarramento (3,5%). Forza Italia in lieve risalita con il 7,5%. In buona sostanza, oggi il centrodestra avrebbe virtualmente più di 10 punti di distacco dalle attuali forze di governo. Per questo parlare di sconfitta per Salvini, Meloni e Berlusconi pare piuttosto fuori luogo.

Per quanto riguarda infine le elezioni suppletive, che hanno avuto luogo in Veneto e Sardegna, si registra l’all-in del centrodestra che vince in entrambi i seggi. In Sardegna, dove nel collegio di Villafranca si votava per sostituire la senatrice  pentastellata Vittoria Bogo Deledda, deceduta il 17 marzo 2020, ha vinto Carlo Doria. In Veneto, dove si votava in quello di Villafranca di Verona, si attesta come vincitore Luca De Carlo. Doria ha sconfitto il candidato unico di Pd e 5S, Lorenzo Corda, fatto che dimostra ancora una volta il poco appeal dell’alleanza giallorossa. In Veneto invece larga vittoria di De Carlo con il 69%. Queste elezioni sono passate in sordina, ma erano decisamente importanti poiché il centrodestra è riuscito a rosicchiare un altro senatore alla maggioranza.

 

 

 

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